Milano, grattacieli e interrogatori: il quarto processo e le parole di Tancredi
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Redazione Interno
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Mentre la Procura di Milano porta avanti le indagini sul boom edilizio che ha trasformato il volto della città, l’assessore alla rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, intervistato per il programma «100 minuti» di La7, non sembra sorpreso dalle polemiche. «Demolire e ricostruire in modo totalmente differente? È più di 10 anni che facciamo così, è una cosa sistematica», ha dichiarato, sminuendo le critiche sul tema della speculazione. Quanto alla povertà, generata anche dagli sfratti legati alla gentrificazione, la sua risposta è lapidaria: «Ma c’è ovunque...».
Le sue parole arrivano in un momento delicato, con l’apertura del quarto processo legato alle inchieste urbanistiche milanesi, che vede coinvolti amministratori, tecnici e imprenditori. Al centro degli accertamenti ci sono presunti abusi nella concessione di permessi per costruzioni, spesso presentate come semplici ristrutturazioni di edifici industriali dismessi, ma che in realtà hanno portato alla nascita di torri e grattacieli, talvolta perfino nei cortili di case popolari. Operazioni approvate nonostante le proteste di residenti, che si sono visti oscurare la luce e il panorama senza poter opporre un veto.
Tra gli indagati c’è anche Giuseppe Marinoni, ex presidente della commissione Paesaggio del Comune, che ha scelto di non rispondere durante l’interrogatorio davanti al gip. Il suo legale ha però precisato che «non c’è alcun episodio corruttivo», aggiungendo che Marinoni si difenderà «nel dibattimento». Intanto, la politica prova a tenere distanza dalla bufera. Matteo Renzi, intervenuto su Sky TG24, ha ribadito il suo mantra sul garantismo: «Gli indagati hanno il diritto e persino il dovere di continuare a lavorare», ha detto, sottolineando che «garantismo non vuol dire evitare i processi, ma aspettare le sentenze».




