Milano dice addio a Ornella Vanoni, tra le lacrime e i suoi ricordi in tv
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Redazione Interno
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Il feretro di Ornella Vanoni, scomparsa all’età di 91 anni, è stato esposto questa mattina al Teatro Grassi di Milano, dove una folla di almeno cinquemila persone ha voluto rendere l’ultimo omaggio a una delle voci più rappresentative della canzone italiana. L’addogo, che ha assunto i toni di un lutto cittadino, si è svolto in un’atmosfera di profonda commozione, con il funerale celebrato nel pomeriggio nella chiesa di San Marco, situata proprio in quel quartiere di Brera che la cantante aveva eletto a sua dimora milanese. La cerimonia, come da sua volontà, è stata caratterizzata da una semplicità essenziale, lontana da qualsiasi forma di sfarzo, a testimonianza di uno stile di vita che ha sempre preferito la sostanza all’apparenza.
La televisione che la racconta
Proprio mentre la città le rendeva omaggio, la televisione ne riproponeva l’indimenticabile presenza attraverso una selezione dei momenti più significativi delle sue apparizioni a “Che tempo che fa”. I montatori del programma, in una sorta di antologia sentimentale, hanno ricostruito alcuni passaggi che la ritraevano nella sua duplice veste di donna ironica e profondamente intensa. In quelle immagini, che ne hanno ripercorso la lunga carriera, spiccava la reunion artistica con Gino Paoli, un momento di rara armonia che ha riportato alla luce un sodalizio fondamentale per la musica leggera del nostro paese. Emergevano, inoltre, le sue riflessioni personali, a tratti persino scanzonate, sul proprio look e persino sulle modalità della sua fine, da lei stessa immaginata con le ceneri affidate al mare, “niente come un abbraccio”, aveva dichiarato con una metafora di struggente poesia.
L’emozione in studio
La visione di quel repertorio televisivo, che alternava risate a momenti di grande tenerezza, ha provocato in studio un’emozione palpabile, difficile da contenere per chi, come Luciana Littizzetto, l’aveva conosciuta e stimata. La comica, visibilmente scossa, ha incarnato il sentimento di una intera platea di colleghi e spettatori, mostrando senza filtri quanto quell’addio lasciasse un vuoto non solo artistico ma anche umano. La sua commozione, del resto, rifletteva il pathos di frammenti che raccontavano una donna capace di affrontare ogni tema, persino quello della morte, con una leggerezza e una profondità insieme rara.
Un’eredità fatta di musica e parole
Quello che rimane, al di là del dolore per la scomparsa, è un patrimonio immenso di canzoni e di interpretazioni che hanno segnato indelebilmente la storia della musica italiana. Le sue parole, le sue scelte di vita, il suo modo di porsi di fronte al pubblico e alla vita stessa, costituiscono un’eredità che travalica i confini del palcoscenico. La sua ultima apparizione in televisione, con quelle battute sul proprio funerale e sul desiderio di confondersi con le onde del mare, si è rivelata una testimonianza di coerenza e di uno spirito libero, che ha saputo cantare l’amore e il dolore con uguale, straordinaria, intensità.




