Milano dice addio a Ornella Vanoni, una voce libera e indimenticabile

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il feretro di Ornella Vanoni, giunto al Piccolo Teatro di Milano, è stato accolto da un applauso commosso e rispettoso, un gesto spontaneo che ha rotto il silenzio della fila di persone in attesa di rendere omaggio all'artista. La camera ardente, allestita in un luogo simbolo della cultura cittadina, ha visto la presenza del sindaco Giuseppe Sala e dell'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, i quali, pur nel cordoglio, hanno sottolineato il legame indissolubile tra la cantante e l'identità stessa di Milano. La sua scomparsa, avvenuta per un malore, ha lasciato un vuoto non solo nel mondo della musica ma nell'intero tessuto sociale di una città che in lei si rispecchiava.

Il ricordo delle istituzioni e il progetto di un tributo duraturo

Il sindaco Sala, parlando della Vanoni, ne ha evidenziato il carattere di “milanesità”, un concetto che, secondo la sua definizione, si traduce nella “voglia di essere liberi e non condizionati dal giudizio degli altri, del mainstream”. Aggiungendo che “è stata un bellissimo esempio” sotto questo profilo, ha annunciato di voler trovare una formula adatta per onorarne la memoria e tramandarne l'insegnamento, riconoscendo che “non eravamo pronti” per una simile perdita. Nonostante i suoi “acciacchi”, come lei stessa amava dire con la consueta autoironia, l'artista conservava uno spirito vivace che la faceva apparire, agli occhi di tutti, “invincibile”.

Le testimonianze degli amici e colleghi d'arte

Tra i molti ricordi che stanno affiorando, quello di Memo Remigi risalta per la sua delicatezza e per il legame con una delle canzoni più iconiche legate alla città. L'artista, che oggi vive a Varese, ha voluto condividere sulla sua pagina Facebook un ricordo commosso, ringraziando Ornella Vanoni “per aver creduto nella mia canzone”. Il brano in questione, “Innamorati a Milano”, fu scritto da Remigi nel 1965 e, come spesso accade per le opere destinate a diventare immortali, non fu subito compreso: non si qualificò infatti al Disco per l'Estate, un episodio che rende ancor più significativo il gesto della Vanoni, che seppe coglierne il valore oltre le mode del momento.

Un'eredità che va oltre la musica

La discussione su come mantenere viva l'eredità di Ornella Vanoni, che il sindaco ha definito “una persona importante di Milano”, rappresenta il fulcro del tributo che la città le sta dedicando. La ricerca di una “formula” non è una mera questione di intitolazione di luoghi, sebbene la “domanda sia sempre sulla via”, ma piuttosto un modo per “continuare a mandare avanti il suo insegnamento”, un impegno che le istituzioni culturali e l'amministrazione si sono assunte. La sua storia, profondamente dedicata a Milano, e il suo esempio di autonomia intellettuale rimangono un faro, un punto di riferimento per una metropoli in costante evoluzione che in lei ritrova una parte fondamentale della propria anima.

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