Il giovane Seixas detta legge sui muri baschi: attacco da lontano e fuga solitaria per la doppietta
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Redazione Sport
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Nel panorama ciclistico attuale, dove la precocità sembra essere diventata la nuova normalità, Paul Seixas sta tracciando un solco che potrebbe presto diventare un solco profondo quanto quello lasciato dai fuoriclasse che lo hanno preceduto. Dopo aver indossato la maglia di leader grazie a una cronometro perfetta nella tappa inaugurale del Giro dei Paesi Baschi, il diciannovenne francese ha deciso di replicare il copione ma con una variazione sostanziale: non più contro il tempo, bensì contro la natura selvaggia delle salite navarrare. Nella seconda frazione, quella che da Pamplona portava il plotone fino a Cuevas de Mendukilo, Seixas ha piazzato un attacco secco e deciso sulle rampe durissime di San Miguel de Aralar, un muro di prima categoria che con i suoi 9,4 km al 7,9% di pendenza media rappresenta il vero termometro della corsa.
A 26 chilometri dal traguardo, il portacolori del team Decathlon CMA CGM ha operato il forcing decisivo. Un'accelerazione che non ha avuto eguali: l'aria sembrava essersi rarefatta su quelle strade mentre il transalpino allungava in solitaria, annullando prima il gruppetto di fuggitivi e poi gestendo il vantaggio con una discesa a dir poco perfetta. Gli inseguitori, tra cui figurano big del calibro di Primoz Roglic e Mattias Skjelmose, hanno tentato vanamente di organizzarsi, ma il vantaggio del leader è progressivamente lievitato fino a raggiungere proporzioni abissali. Sul traguardo, Seixas ha potuto alzare le braccia al cielo con un margine di 1 minuto e 25 secondi su un gruppetto che regolava la volata per le piazze d'onore.
Se la vittoria di tappa rappresenta già un'impresa notevole, ciò che più impressiona è il colpo di forbice inferto alla classifica generale. Con questo en plein – crono e tappa in linea – il francese ha infatti inflitto un passivo pesantissimo ai rivali diretti. L'ex vincitore della Vuelta Roglic si ritrova ora a 1 minuto e 59 secondi, mentre Florian Lipowitz accusa un ritardo di 2 minuti e 8 secondi. Un distacco, questo, che per una corsa come quella dei Paesi Baschi, dove le frazioni sono spesso nervose e frammentate, assume i contorni di un macigno. C'è da considerare, inoltre, la caduta di Mikel Landa negli ultimi chilometri, un incidente che ha tolto un altro punto di riferimento agli inseguitori ma che non sminuisce la superiorità mostrata dal francese.
Il paragone con Pogacar e la gestione della supremazia
Il parallelo con Tadej Pogacar, inevitabile quando si parla di un giovanissimo capace di attacchi dalla distanza e di gestione perfetta della bicicletta, trova linfa in queste prestazioni. L'azzurro della corsa basca ha ricordato lo stile dello sloveno non solo per la potenza, ma per la lucidità tattica: l'attacco è arrivato nel punto più duro del tracciato, lasciando gli avversari nell'impossibilità di reagire. I distacchi inflitti parlano chiaro: Seixas non si è limitato a vincere, ha voluto umiliare il cronometro.
Dal punto di vista tecnico, l'operato della Decathlon CMA CGM è stato maniacale. Prima del forcing, la squadra francese ha posto un ritmo forsennato al fronte del plotone, bruciando le energie degli uomini di classifica altrui e isolando i rispettivi capitani. Una volta che Seixas è partito, la macchina si è fermata, lasciando che il talento grezzo facesse il resto. I distacchi accumulati non lasciano scampo: il margine su Roglic è già importante in ottica generale, ma è quello su Lipowitz e Skjelmose a suggerire che forse, in questa edizione, la corsa potrebbe già avere un epilogo scontato, salvo colpi di scena nella terza tappa.
Le cifre e i distacchi in classifica generale
L'inchiesta sui tempi posta al termine della seconda tappa restituisce un verdetto quasi impietoso per il resto del plotone. Oltre ai già citati Roglic e Lipowitz, anche il resto del gruppetto dei migliori ha subito passivi consistenti: Ion Izagirre, in una delle sue corse di casa, ha perso 2 minuti e 36 secondi, mentre il messicano Isaac Del Toro, atteso a una prova di forza dopo la crono, accusa un ritardo di 2 minuti e 44 secondi. Una forbice che, se confermata nei prossimi giorni, chiuderebbe di fatto ogni velleità di rimonta, costringendo gli avversari a giocarsi il tutto per tutto in volate o fughe lontane.
L'exploit del transalpino si inserisce in un 2026 già ricco di soddisfazioni per il corridore della Decathlon, reduce da un avvio di stagione che lo ha visto protagonista nelle classiche del pavé e nelle corse a tappe. La maturità mostrata nella gestione dello sforzo – attaccare duro e poi gestire in discesa senza commettere sbavature – è un segnale inequivocabile di come la sua preparazione sia già calibrata per i grandi appuntamenti. Nonostante la giovane età, Seixas ha dimostrato di saper soffrire senza mai perdere la lucidità, un dettaglio che non è passato inosservato nemmeno ai diretti interessati in classifica.
Scenario di tappa e sviluppo tattico
La giornata era iniziata con una fuga da sette corridori, subito controllata dai gregari della Decathlon, i quali hanno mantenuto il distacco intorno al minuto prima di iniziare a tirare le redini sul San Miguel de Aralar. Una volta che il ritmo è salito, la selezione è stata spietata. Seixas ha scelto il momento perfetto per accelerare, approfittando di un leggero calo di tensione nel gruppo dei big per piazzare lo scatto decisivo. Da lì in poi, è stato un monologo. La telecronaca ha mostrato un corridore che saliva i tornanti con una frequenza di pedalata impressionante, senza mai concedere un centimetro agli avversari.
Per il ciclismo francese, questa è una boccata d'ossigeno. Un talento così cristallino non si vedeva da anni, e la capacità di incidere subito in una corsa WorldTour come la Itzulia è la certificazione che il salto di qualità è stato compiuto. Resta da vedere come reagiranno Roglic e gli altri nelle prossime tappe, se tenteranno di ribaltare la situazione con azioni dalla distanza o se aspetteranno un eventuale calo del fenomeno. Una cosa è certa: chiunque voglia vincere questa corsa dovrà prima fare i conti con Paul Seixas, e i numeri dicono che al momento non c'è proprio partita.




