Seixas vince il Giro dei Paesi Baschi, l’ultima tappa è un assolo di August sotto la pioggia
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Redazione Sport
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Sotto una pioggia battente che ha trasformato l’asfalto in uno specchio insidioso, Andrew August ha chiuso nel migliore dei modi la sua settimana: lo statunitense della Ineos Grenadiers, classe 2005, si è imposto in solitaria sull’ultima frazione del Giro dei Paesi Baschi, una Goizper-Antzuola-Bergara di 135,2 chilometri. L’attacco sull’ultima salita – Asentzio, l’ultimo dei sei Gran Premi della Montagna in programma – gli ha permesso di staccare i compagni di fuga, con un vantaggio che, seppur non paragonabile a quello accumulato in classifica dal dominatore di questa edizione, gli ha regalato la seconda affermazione stagionale dopo il successo alla Volta Valenciana. L’azione decisiva, va detto, è maturata nel gruppetto dei migliori dopo che il plotone si era spezzato in piú tronconi, complici un ritmo forsennato e le condizioni meteo proibitive.
La strategia vincente di Seixas, tra attacchi a 56 km e controllo finale
Se la tappa portava la firma di August, la classifica generale – questa sí – porta impresso il nome di Paul Seixas. Il francese della Decathlon, che di anni ne ha appena diciannove, ha dominato la corsa sin dalla cronometro inaugurale di Bilbao, vincendo tre frazioni e indossando la maglia gialla dal primo all’ultimo giorno. E nonostante avesse già in tasca il trionfo con largo margine, nella tappa conclusiva ha voluto lasciare il segno: a 56 chilometri dall’arrivo, con i fuggitivi ormai lontani, ha piazzato un attacco fulmineo che ha messo in crisi i diretti inseguitori, Florian Lipowitz su tutti. Una bordata durata circa 40 chilometri, poi la decisione di accontentarsi – come si dice in gergo – e farsi riassorbire dal gruppo, consapevole che il lavoro sporco era stato già fatto nei giorni precedenti.
Lipowitz e Johannessen completano il podio, Roglic crolla nella generale
A completare il podio finale, alle spalle di Seixas, troviamo Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-Hansgrohe) con un distacco di 2’30” e Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) staccato di 2’33”. Proprio il norvegese è stato il protagonista dell’ultimo giorno per quanto riguarda la generale: inseritosi nella grande fuga di giornata, ha recuperato oltre tre dei cinque minuti e mezzo di ritardo con cui era partito, scalando posizioni fino al terzo gradino del podio. Diverso il copione per Primoz Roglic, apparso in difficoltà già nella quinta tappa e crollato definitivamente nell’ultima frazione, chiudendo fuori dalla top ten. Una débâcle che certifica il cambio di guardia in questa corsa.
La Francia ritrova un successo che mancava dal 2007, August sogna in grande
Per il ciclismo francese si tratta di un evento storico: non accadeva da diciannove anni, dal Delfinato 2007 vinto da Christophe Moreau, che un transalpino si aggiudicasse una corsa a tappe del calendario WorldTour. E se è prestissimo per paragonarlo ai fenomeni del circuito, va notato che alla stessa età neppure Tadej Pogacar aveva collezionato un ruolino di marcia simile: Seixas, fresco di secondo posto alla Strade Bianche proprio dietro allo sloveno, si presenta ora alla Freccia e alla Liegi con un’autorevolezza nuova. Andrew August, dal canto suo, ha commentato la sua vittoria inaspettata – “Non mi sentivo bene, ma forse stavo meglio degli altri” – confermando che la Ineos Grenadiers, già a segno con Axel Laurance, può contare su una linea giovane di grande prospettiva. Nella top ten di giornata, spazio anche agli italiani Filippo Fiorelli (Team Visma-Lease a Bike) e Simone Velasco (XDS Astana), rispettivamente quinto e settimo.




