Seixas vince il Giro dei Paesi Baschi, ad August l’ultima frazione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sotto la pioggia battente che ha reso insidiosi i 135 chilometri da Goizper-Antzuola a Bergara, lo statunitense Andrew August, abilmente inseritosi nella fuga decisiva di giornata, ha conquistato in solitaria l’ultima tappa della 65esima edizione dell’Itzulia. Il 20enne della INEOS Grenadiers, alla sua prima affermazione al massimo livello, ha tagliato il traguardo lasciando a 16 secondi lo spagnolo Raúl García Pierna (Movistar) e a 34 l’olandese Frank van den Broek (Team Picnic PostNL), in una frazione che poco ha inciso sulla gerarchia finale della corsa. E proprio mentre i fuggitivi si giocavano il successo parziale, alle loro spalle andava in scena la conferma di un dominio annunciato: Paul Seixas, nonostante un attacco vano a 56 chilometri dall’arrivo che lo ha visto staccare i rivali per poi farsi riassorbire dopo 40 chilometri di fuga solitaria, ha amministrato senza patemi il vantaggio accumulato nei giorni precedenti, assicurandosi la classifica generale con un margine di 2’30” sul tedesco Florian Lipowitz.

Un dominio francese senza precedenti nella classifica generale

La vittoria finale del diciannovenne Paul Seixas, che con questo trionfo spezza un digiuno francese che durava diciannove anni nelle corse a tappe del WorldTour, non è frutto del caso ma di una strategia offensiva martellante sin dalla prima frazione. Il fenomeno della Decathlon AG2R La Mondiale, infatti, non si è limitato a difendere la maglia di leader, ma ha letteralmente plasmato la corsa a sua immagine e somiglianza, imponendosi in ben tre tappe e dimostrando una maturità tattica rara per la sua giovane età. Oltre al primato in classifica, Seixas si è aggiudicato anche la maglia della montagna e quella dei giovani, mentre il norvegese Tobias Johannessen (Uno-X Mobility) ha avuto la meglio nella classifica a punti, portandosi a casa l’ambita maglia verde. Il podio finale ha visto quindi Seixas salire sul gradino più alto, seguito da Lipowitz e da Johannessen, il quale, grazie a una clamorosa rimonta nell’ultima tappa inseritosi nella fuga, ha scavalcato di fatto lo sfortunato Primoz Roglic, relegato fuori dalla top three al termine di una settimana complicata per il fuoriclasse sloveno.

L’ultimo atto: la fuga vincente di August e la beffa a Roglic

La tappa conclusiva, resa ancora più dura dalle condizioni meteorologiche avverse che hanno messo a dura prova il controllo dei mezzi sui curvilinei asfalti baschi, ha regalato un finale ricco di colpi di scena soprattutto per quanto riguarda gli equilibri di vertice. Se Andrew August ha gestito perfettamente il suo attacco sull’ultima ascesa, resistendo fino al traguardo con un margine di circa 20 secondi sugli immediati inseguitori, alle sue spalle il gruppo dei big era teatro di una vera e propria battaglia psicologica. Tobias Johannessen, consapevole dell’opportunità di scalare la classifica, ha operato un vero e proprio capolavoro tattico: inseritosi nella fuga di giornata, il norvegese ha recuperato più di tre minuti dai diretti avversari, riuscendo a scavalcare Roglic e a insidiare persino la seconda posizione di Lipowitz, che ha concluso a soli 3 secondi di distanza dal podio.

Buone notizie, in questa cornice di grande spettacolo agonistico, anche per la rappresentativa italiana, con Filippo Fiorelli (Team Visma | Lease a Bike) e Simone Velasco che hanno concluso la frazione rispettivamente in quinta e settima posizione, tenendo un ottimo ritmo tra i migliori di giornata in una selezione durissima. La corsa, come anticipato, ha sancito il definitivo salto di qualità di Seixas, il quale non ha mai dato l’impressione di poter essere impensierito nella lotta per la maglia gialla, controllando con freddezza le pur pericolose iniziative dei rivali.

Il verdetto della 65esima edizione e i numeri di una corsa dominata

L’edizione 2026 dell’Itzulia si chiude dunque con un verdetto che resterà impresso negli annali per la precocità del vincitore e per la sua capacità di tenere sotto scacco un plotone di primissimo piano. La vittoria di Andrew August nell’ultima frazione, per quanto prestigiosa per il giovane statunitense della INEOS, non ha scalfito la sicurezza di Seixas, il quale ha gestito il vantaggio accumulato grazie a tre successi parziali e a una costanza di rendimento altrove sconosciuta ai rivali. L’attacco sferrato dal francese a 56 km dall’arrivo, sebbene poi rientrato, è stato un ulteriore messaggio di forza lanciato al gruppo: una dimostrazione di supremazia che ha costretto Lipowitz e gli altri a una rincorsa vana, consentendo nel frattempo alla fuga di guadagnare quei secondi preziosi per la vittoria di tappa.

Nonostante la pressione costante esercitata dalla Uno-X Mobility, che ha letteralmente fatto a pezzi la corsa nell’ultimo settore di gara con una marcia in più rispetto alle altre formazioni, Seixas ha trovato il modo di limitare i danni nella fase calda della tappa, controllando il forcing dei norvegesi senza cedere emotivamente. Il suo ingresso in meta a oltre 4 minuti dal vincitore di tappa, del tutto voluto e calcolato, certifica una gestione della fatica encomiabile per un corridore di appena 19 anni. Con questo successo, il ciclismo francese torna a vincere una corsa a tappe WorldTour a distanza di quasi due decenni, un’attesa lunga che il giovane bretone ha interrotto con la sicurezza di chi, a quest’età, ha già le idee chiare su come si vince una corsa di una settimana.

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