Giro dei Paesi Baschi 2026, Seixas vince tre tappe e la generale: “Magnifico”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quando Paul Seixas ha tagliato il traguardo dell’ultima frazione del Giro dei Paesi Baschi 2026, lontano dalla bagarre per il successo di giornata, il suo primo posto nella classifica generale era già al sicuro, custodito come un segreto prezioso tra le pieghe di una corsa dominata dall’inizio alla fine. Il 19enne della Decathlon CMA CGM, che con questo trionfo regala alla Francia ciclistica un successo che mancava in una gara a tappe WorldTour da diciannove anni (dal Delfinato 2007 di Christophe Moreau), ha dimostrato di possedere una maturità rara per la sua età, confermandosi non solo come una promessa, ma come una realtà concreta del pedale mondiale. Nell’ultima tappa, vinta dallo statunitense Andrew August (Ineos Grenadiers) davanti allo spagnolo Raul Garcia Pierna e all’olandese Van der Broek, Seixas ha tentato un’azione da lontano, gettando scompiglio nel gruppetto degli uomini di classifica e costringendo i rivali a inseguire. Un comportamento, il suo, che dice molto di un carattere già incline all’attacco, alla ricerca non della semplice gestione ma dell’affermazione totale.

Una cavalcata da fenomeno, con Pogacar come paragone (implicito)

Che Paul Seixas fosse un talento fuori dal comune lo si era intuito già in precedenza, basti pensare al secondo posto alle Strade Bianche, proprio dietro a Tadej Pogacar, eppure ciò che ha compiuto nei Paesi Baschi ha assunto i contorni di una vera e propria consacrazione. Il francese ha conquistato tre tappe su sei, un bottino notevole per un corridore che si affaccia per la prima volta a certi livelli, e in classifica generale ha chiuso con un vantaggio di 2’30” sul tedesco Lipowitz e di 2’32” sul norvegese Tobias Johannessen. Proprio quest’ultimo, nella frazione conclusiva, ha tentato un clamoroso recupero inserendosi nella fuga di giornata e annullando oltre tre dei cinque minuti e mezzo di ritardo accumulati, ma non è bastato a scalfire la superiorità del 19enne. Seixas, insomma, ha resistito a tutto: agli attacchi a distanza, alle insidie delle tappe spezzagambe, alla pressione psicologica di dover difendere una maglia di leader in una corsa WorldTour.

August sorride nell’ultimo giorno, ma la festa è tutta francese

L’ultima frazione, va detto, ha regalato la gioia della vittoria a Andrew August, il giovane statunitense della Ineos Grenadiers che al traguardo ha ammesso: “Non mi aspettavo di vincere. Abbiamo continuato a crederci”. Una frase che suona quasi come un contrappunto alla sicurezza sfoggiata da Seixas, il quale invece, dopo aver messo in cassaforte la generale, si è concesso il lusso di attaccare senza pensare alle conseguenze. Il francese, come riportato dalle sue dichiarazioni a caldo, si è detto “magnifico” per un successo costruito tappa dopo tappa, con la forza di chi non si accontenta di amministrare. E non è un dettaglio secondario che, alla stessa età, neppure un fuoriclasse come Pogacar avesse un palmarès di questo spessore nelle corse a tappe: un dato, questo, che alimenta l’attesa per le prossime classiche, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi, dove Seixas è già atteso al banco di prova più alto.

Un successo che vale doppio, tra fuga respinta e dominio totale

La tensione dell’ultima tappa, però, non è mancata: Tobias Johannessen, partito con un passivo pesante, ha tentato il tutto per tutto inserendosi nella fuga buona, arrivando a ridurre il distacco in modo preoccupante. Seixas, costretto a reagire, ha dimostrato una capacità di lettura della corsa e una freddezza da veterano, riuscendo a tenere a bada l’assalto norvegese senza cedere al panico. Alla fine, la sua vittoria nella classifica generale si è accompagnata anche ad altri primati, tanto che si può dire senza timore di smentita: il francese si è preso la corsa, le tappe (tre su sei) e il rispetto di un intero movimento ciclistico. Andrew August, dal canto suo, ha chiuso in bellezza per la Ineos, ma la luce più abbagliante resta quella di Seixas, un ragazzo che già oggi, a 19 anni, non ha più bisogno di presentazioni.

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