Giallo di villa Pamphili, la madre di Anastasia sarà ascoltata dai pm
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Redazione Interno
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Non è escluso che gli inquirenti possano spingersi fino in Grecia, qualora i tempi per l’estradizione di Francis Kaufmann – l’uomo dai mille nomi, sospettato del duplice omicidio – dovessero prolungarsi oltre il previsto. Intanto, la Procura di Roma, guidata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, si prepara a sentire la madre di Anastasia Trofimova, la 28enne russa trovata senza vita il 7 giugno scorso nel parco romano, a pochi metri dalla figlia Andromeda, di soli undici mesi.
La donna, che ha contattato il programma Chi l’ha visto? rivendicando di essere la genitrice della vittima, potrebbe essere ascoltata direttamente in Italia, se deciderà di raggiungere il paese, oppure tramite rogatoria. Un passaggio cruciale, considerando che la giovane Anastasia – il cui corpo attende ancora i risultati degli esami istologici, previsti per luglio – aveva vissuto negli ultimi anni un’esistenza sospesa tra identità false e spostamenti clandestini.
Nata in Siberia, era entrata illegalmente a Malta attraverso l’Ucraina allo scoppio della guerra tra i due paesi, per poi stabilirsi in Italia sotto lo pseudonimo di Stella Ford. Ma è la figura di Kaufmann, o meglio, delle sue molteplici identità – Rexal Ford, Michael Sterling, Arthur Redding, Matteo Capozzi – a dominare l’inchiesta. Uomo dai contorni sfuggenti, si presentava come produttore cinematografico, ma le indagini, condotte con il supporto dell’Fbi e delle autorità maltesi, stanno ricostruendo un reticolo di movimenti e finanziamenti ancora poco chiaro.
Le impronte digitali e il passaporto recuperati hanno permesso di confermare l’identità di Anastasia, mentre sulla piccola Andromeda restano domande senza risposta. I pm lavorano per ricostruire gli ultimi giorni delle due vittime, la cui morte ha scosso l’opinione pubblica, anche per il contesto in cui è avvenuta: villa Pamphili, luogo normalmente associato alla tranquillità, trasformato in una scena del crimine.




