Villa Pamphili, la mail di Anastasia alla madre prima della tragedia: «Con Rexal le cose non vanno bene»
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Redazione Interno
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Due giorni prima di essere trovata senza vita nel parco di Villa Pamphili, insieme alla figlia Andromeda, Anastasia Trofimova aveva scritto alla madre in Russia una mail che lasciava trasparire un disagio profondo. «Le cose non vanno bene con Rexal», le aveva confidato, riferendosi a Francis Kaufmann, il compagno conosciuto con lo pseudonimo di Rexal Ford, uomo dal passato segnato da violenze e arresti. Un dettaglio che, forse, la giovane ignorava, e che ora diventa centrale nelle indagini sul duplice omicidio.
Kaufmann, arrestato in Grecia e accusato di aver ucciso la compagna e la bambina di quattro anni, era già stato notato nei giorni precedenti in stato di alterazione. Un testimone lo ha visto ubriaco mentre minacciava agenti di polizia, agitato e aggressivo, in una scena che lascia presagire il clima di tensione in cui viveva Anastasia. L’uomo, che utilizzava almeno tre identità diverse e altrettante carte di credito, aveva un curriculum criminale rilevante: cinque arresti negli Stati Uniti per aggressioni, elementi che potrebbero ricostruire le dinamiche di un rapporto sempre più insidioso.
La madre di Anastasia, intervenuta a «Chi l’ha visto?», ha chiesto con rabbia che Kaufmann non sfugga alla giustizia. «Dov’è quell’animale?», ha esclamato, mentre gli inquirenti si preparano ad ascoltarla per ricostruire gli ultimi giorni della figlia. Le cause della morte della giovane donna non sono ancora state chiarite, ma i frammenti di un puzzle sempre più intricato suggeriscono una storia di controllo e violenza, culminata in una tragedia annunciata.




