Villa Pamphili, la mail di Anastasia prima di morire: «Con Rexal le cose non vanno bene»
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Redazione Interno
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Due giorni prima di essere trovata senza vita nel parco di Villa Pamphili, Anastasia Trofimova aveva scritto alla madre in Russia, confessandole il proprio disagio. «Le cose non vanno bene con Rexal», le aveva detto, riferendosi a Francis Kaufmann, l’uomo con cui condivideva la vita e che oggi è indagato per il duplice omicidio di lei e della piccola Andromeda, la loro figlia di soli tre anni. Quella mail, inviata il 2 giugno, potrebbe essere la chiave per comprendere il clima di tensione che precedeva la tragedia, anche se non è chiaro se la donna conoscesse il passato violento dell’uomo, arrestato cinque volte negli Stati Uniti per aggressioni.
Kaufmann, fermato in Grecia dopo una fuga precipitosa, aveva assunto diverse identità – tra cui quella di Rexal Ford – e utilizzato carte di credito intestate a nomi falsi, complicando il lavoro degli investigatori. Nei giorni precedenti al delitto, era stato avvistato più volte a Roma in stato di alterazione. Un testimone lo ha visto ubriaco mentre minacciava agenti di polizia, un episodio che aggiunge tasselli inquietanti al ritratto di un uomo dal comportamento instabile e aggressivo.
La madre di Anastasia, dopo aver identificato il corpo della figlia a «Chi l’ha visto?», ha chiesto a gran voce che Kaufmann non sfugga alla giustizia. «Dov’è quell’animale?», ha gridato, mentre gli inquirenti si preparano ad ascoltarla per ricostruire gli ultimi giorni della giovane. Le cause della morte di Anastasia non sono ancora state chiarite, ma il movente potrebbe risiedere proprio in quel rapporto «che non andava bene», come lei stessa aveva anticipato.




