Adinolfi e la truffa, parla una vittima: «Persi 79mila euro»
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Redazione Interno
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Una delle vittime che hanno denunciato Mario Adinolfi per la presunta truffa legata alla “Scommessa collettiva” racconta di aver perso i risparmi accumulati in una vita, sostenendo di aver affidato 79mila euro all’ex deputato e fondatore del Popolo della Famiglia. Maria, nome di fantasia, descrive un incontro avvenuto nel 2016 durante una riunione del movimento politico e parla di un rapporto nato dalla fiducia nei valori promossi da Adinolfi. La donna, 67 anni, disabile e con una lunga esperienza come insegnante e traduttrice, afferma di aver ricevuto indietro soltanto una parte della somma versata.
«È difficile rispondere a questa domanda. È un ricordo tragico per me, perché quel giorno mi ha cambiato la vita. In peggio», racconta Maria ricordando il primo incontro con Mario Adinolfi. Secondo la sua ricostruzione, lei e il marito avrebbero affidato quei soldi pensando di proteggere il futuro della loro vecchiaia e seguendo una persona che avevano sempre sostenuto anche politicamente. La donna sostiene che, dopo il versamento del denaro, la situazione sarebbe diventata drammatica fino alla perdita di gran parte dei risparmi destinati agli anni successivi.
Nel racconto della donna emerge anche il riferimento alla “Scommessa collettiva”, iniziativa per la quale alcune persone hanno presentato denunce contro Adinolfi con l’accusa di truffa. Maria afferma di aver consegnato complessivamente 82mila euro nell’arco di cinque anni, recuperandone soltanto 23mila. La sua testimonianza si inserisce nel quadro delle contestazioni che hanno portato all’indagine nei confronti del giornalista, che ha respinto ogni accusa attraverso una dichiarazione affidata al proprio avvocato.
Le accuse delle vittime e il racconto dei risparmi affidati
Secondo Maria, la somma versata rappresentava il frutto di una vita di lavoro e sarebbe stata affidata sulla base della fiducia riposta nelle idee e nelle posizioni pubbliche di Adinolfi. La donna racconta di essersi sentita accusare di avidità e riferisce una frase collegata al tema religioso, con il richiamo alla scelta tra Dio e Mammona, il simbolo della corruzione. Nel suo racconto descrive una situazione personale segnata dalla perdita economica e dalle conseguenze emotive dopo il denaro consegnato.
La vicenda riguarda anche altre persone che hanno dichiarato di aver denunciato Mario Adinolfi per la stessa iniziativa. Una delle testimonianze riportate riguarda una sessantenne di Modena che, insieme al marito, sostiene di essere stata coinvolta nella “Scommessa collettiva” e di aver subito un danno economico. Le accuse raccolte dalle persone coinvolte riguardano somme versate e difficoltà nel recuperare il denaro affidato.
La difesa di Mario Adinolfi dopo le accuse
Mario Adinolfi, dopo un giorno agli arresti domiciliari per le accuse di truffa ed evasione fiscale, ha dichiarato di essere innocente e ha respinto ogni contestazione. In una nota diffusa attraverso il proprio avvocato ha affermato di non essersi mai arricchito sulla pelle degli altri e di non aver mai preso denaro che non gli fosse dovuto. La sua posizione contrasta con quella delle persone che hanno presentato denuncia e che raccontano di aver subito pesanti conseguenze economiche.
Adinolfi ha inoltre affidato ai social una nuova dichiarazione nella quale ha contestato le accuse e ha richiamato anche aspetti personali della propria situazione economica. Nel suo intervento ha citato viaggi, beni di valore e proprietà attribuitegli nelle accuse, sostenendo però di possedere soltanto un’automobile. Il giornalista ha ribadito la propria fiducia nella giustizia e ha respinto l’idea di aver commesso illeciti.




