Erminio, il terzo ciclone in due settimane, spazza l’Italia tra venti a 100 km orari e allerta rossa in Abruzzo
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Redazione Interno
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Non c’è due senza tre, e dopo il passaggio di Samuel e Deborah, il mese di marzo si chiude adesso con Erminio, il terzo ciclone mediterraneo a colpire la Penisola in appena quattordici giorni. Ribattezzato dall’Aeronautica Militare secondo il progetto “Storm Naming”, questo vortice di bassa pressione – alimentato da una massa d’aria polare marittima che si è riversata sui mari attorno all’Italia – sta dando vita a un temporaneo ma marcato raffreddamento, responsabile di un’intensa fase di maltempo destinata a caratterizzare l’inizio della settimana di Pasqua.
L’intensificazione del ciclone e le raffiche da tempesta
Il centro di bassa pressione, attualmente in approfondimento sul basso Tirreno, si sta spostando verso i settori ionici, richiamando correnti fredde dai Balcani. Questa configurazione sta generando fenomeni diffusi e persistenti, in particolare sui versanti adriatici, dove le precipitazioni assumono carattere nevoso fino a quote di alta collina. La perturbazione è accompagnata da una ventilazione eccezionalmente intensa: già nelle prime ore di oggi, raffiche di vento hanno superato i 90 km/h sulla costa laziale e la Sardegna settentrionale, toccando punte superiori ai 100 km/h sulle cime dell’Appennino centrale, con forti burrasche che interessano anche la bassa pianura padana, tra Veneto orientale, Emilia e Romagna. Le previsioni indicano che, nel corso della giornata di mercoledì, venti tempestosi continueranno a investire il Centro-Sud: bora impetuosa sull’Adriatico, grecale sulla Puglia e tramontana sul Tirreno manterranno i mari molto agitati, con conseguenti mareggiate sulle coste esposte, in particolare lungo la Sardegna nord-orientale e le coste siciliane.
L’allerta rossa in Abruzzo e le condizioni proibitive nel Molise
È l’Abruzzo, però, a trovarsi al centro dell’emergenza nazionale. Il Dipartimento della Protezione Civile ha diramato un’allerta rossa per rischio idraulico e idrogeologico sull’intero territorio regionale, con particolare attenzione ai bacini dell’Aterno e del Sangro, dove le piogge intense e persistenti potrebbero causare piene fluviali e smottamenti. Le criticità si estendono al vicino Molise, dove la provincia di Isernia sta vivendo condizioni proibitive. A Capracotta, come in altri borghi dell’entroterra, la neve sta imbiancando i centri abitati, con accumuli che in montagna potrebbero raggiungere i tre metri di neve fresca entro giovedì, un fenomeno definito dagli esperti “storico” per l’intensità e la tardività rispetto al periodo primaverile. Le raffiche di vento, trasformandosi in bufere, hanno ridotto la visibilità a pochi metri, costringendo i mezzi spazzaneve e spargisale a un lavoro incessante per mantenere percorribili le strade, mentre si registrano disagi anche sui tratti autostradali a causa della neve e del ghiaccio.
Criticità diffuse e l’evoluzione sulle regioni meridionali
Guardando al resto del Paese, il quadro delle allerte resta complesso. Per la giornata di mercoledì 1 aprile, il Molise e gran parte della Puglia sono sotto allerta arancione, mentre un’allerta gialla è stata emessa per Calabria, Sicilia, Lazio e Campania, dove si attendono temporali e forti raffiche di vento. La Protezione Civile segnala un elevato rischio idrogeologico anche sui bacini della Basilicata e sulle aree interne della Sicilia, dove le precipitazioni, pur meno intense che sul versante adriatico, potrebbero comunque generare allagamenti e frane. Sul fronte delle infrastrutture, i disagi si moltiplicano: in provincia di Frosinone, una raffica di vento ha causato il crollo di un albero a Sora, ferendo due persone, mentre diversi comuni hanno già disposto la chiusura degli istituti scolastici in via precauzionale.
Le ripercussioni sui trasporti e le attività produttive
L’ondata di maltempo ha avuto ripercussioni anche sul tessuto produttivo e sulla viabilità. In Molise, l’allerta rossa ha portato alla sospensione del turno notturno nello stabilimento Stellantis di Termoli, con l’attivazione dei piani di evacuazione interni per garantire la sicurezza dei lavoratori. Sui versanti montani di Abruzzo e Marche, la neve pesante sta mettendo a dura prova i tralicci dell’elettricità e le alberature, con squadre di tecnici al lavoro per ripristinare le linee di comunicazione interrotte dalle raffiche. Il ciclone Erminio, che alcuni modelli prevedono possa assumere temporaneamente le caratteristiche di un “medicane” (un ciclone tropicale-mediterraneo) nei prossimi due giorni tra lo Ionio e la Calabria, continuerà a condizionare il tempo almeno fino a venerdì, prima di un graduale esaurimento dei fenomeni più violenti.




