Landini torna a Modena, comizio davanti alla Maserati tra crisi industriali e diritti negati
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Redazione Interno
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Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, sceglie un luogo simbolico per la sua tappa modenese lunedì 26 maggio: davanti alla sede della Maserati, azienda che incarna l’eccellenza produttiva del territorio ma che da anni tiene centinaia di lavoratori in cassa integrazione, senza prospettive certe sul rilancio. Un’immagine che riassume la crisi del manifatturiero italiano, in calo da 26 mesi consecutivi, e l’assenza di politiche industriali capaci di contrastare un mercato del lavoro sempre più impoverito, precario e soggetto a ricatti. Landini affronterà proprio questi temi, denunciando un sistema che ha eroso diritti conquistati decenni fa, mentre le fabbriche chiudono o delocalizzano senza che si intravedano soluzioni strutturali.
Intanto, a Ortona, prende forma la mobilitazione per i referendum dell’8 e 9 giugno, con la nascita di un comitato cittadino che ha già raccolto l’adesione del candidato sindaco del centrosinistra Ilario Cocciola. L’iniziativa, presentata ieri al teatro Tosti, punta a spiegare i cinque quesiti referendari – quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza – attraverso un incontro pubblico previsto per martedì 27 maggio, con interventi di giuslavoristi chiamati a chiarire i contenuti tecnici e le implicazioni pratiche delle consultazioni.
Quella che si avvicina è una scadenza cruciale per il Paese, con oltre cinquanta milioni di elettori chiamati a esprimersi su temi che toccano diritti fondamentali, dal contrasto al precariato alle regole per l’acquisizione della cittadinanza. I promotori dei referendum sottolineano come, negli ultimi anni, si sia assistito a uno smantellamento progressivo delle tutele conquistate nel secondo dopoguerra, con riforme che hanno reso più fragile la posizione dei lavoratori. Il voto di giugno rappresenta, per loro, un’occasione per invertire la rotta, riaffermando principi che sembrano oggi messi in discussione.




