Rinviato l’interrogatorio di Moretti, il gestore del Constellation: «Ha amnesie e dorme meno di tre ore a notte»
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Redazione Esteri
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La procura di Sion, come riportato da fonti giudiziarie, ha deciso di rinviare a data da destinarsi – ossia sine die – l’interrogatorio di Jacques Moretti, il titolare del bar Le Constellation di Crans-Montana, che era stato convocato per il prossimo 7 aprile. Moretti, insieme alla moglie Jessica, è tra i principali indagati per l’incendio scoppiato nella notte di Capodanno, un rogo che ha ucciso 41 persone, tra cui sei ragazzi italiani. A determinare il rinvio, spiegano i documenti depositati dai legali, sono due certificati medici, datati rispettivamente 18 e 31 marzo, nei quali si attesta un grave stato di alterazione psicofisica dell’indagato.
I sintomi descritti dai medici e le parole dell’avvocato
Secondo quanto emerso dalle carte, Moretti soffrirebbe di episodi di amnesia, insonnia cronica – dormirebbe meno di tre ore a notte – e un significativo deterioramento delle condizioni fisiche, con una perdita di peso di circa quindici chili. L’avvocato del gestore ha parlato apertamente di “stress post traumatico” e “depressione”, sottolineando che il suo assistito si trova in uno stato confusionale tale da rendere impossibile un interrogatorio utile agli inquirenti. «La pressione a cui è stato sottoposto fin dall’inizio di questa vicenda – ha dichiarato il legale – lo ha probabilmente indotto a voler fornire informazioni a tutti i costi, a collaborare e a dimostrare la sua buona fede; il che lo sta chiaramente portando ad agire in modo frettoloso e a commettere errori».
Le contraddizioni emerse sulla schiuma fonoassorbente
Proprio questo stato confusionale, secondo la difesa, avrebbe portato Moretti a contraddirsi su un elemento chiave dell’inchiesta: la famigerata schiuma fonoassorbente presente all’interno del locale. Si tratta di un materiale che gli investigatori ritengono abbia contribuito alla rapida propagazione delle fiamme e alla produzione di fumi tossici. L’avvocato ha insistito sul fatto che il suo assistito, nel tentativo di apparire collaborativo – forse anche troppo – avrebbe fornito versioni discordanti, frutto più della pressione psicologica che di una reale volontà di depistare. «Bisogna tenere conto – ha aggiunto – che il desiderio di dimostrare la propria innocenza lo ha portato ad agire in modo frettoloso e a commettere errori».
Le reazioni della procura e il rinvio sine die
La procura di Sion, preso atto dei certificati medici, ha quindi disposto il rinvio senza fissare una nuova data. Una decisione che, inevitabilmente, allunga i tempi di un’inchiesta già segnata dal dolore per una delle stragi più gravi degli ultimi anni in Svizzera. Moretti, che resta formalmente indagato insieme alla moglie, non potrà quindi essere ascoltato il 7 aprile; i magistrati attendono ora un nuovo accertamento sulle sue condizioni di salute prima di riconvocarlo. Nel frattempo, gli inquirenti continuano ad analizzare i reperti e le testimonianze raccolte nelle settimane successive all’incendio, senza però poter chiudere il cerchio su uno dei punti nodali del caso: le responsabilità penali legate alla gestione della sicurezza nel locale.




