Falcomatà: "Calabria vittima di una secessione infrastrutturale per l'alta velocità"
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Redazione Esteri
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Il sindaco di Reggio Calabria e consigliere regionale Giuseppe Falcomatà ha definito "secessione infrastrutturale" l'esclusione del Mezzogiorno dai finanziamenti europei per l'alta velocità ferroviaria, la quale, stando ai documenti di lavoro della Commissione Europea che delineano gli obiettivi per il 2030 e le proiezioni fino al 2050, non prevederebbe alcun investimento specifico per il Sud del Paese fino al 2040. Una mappa ufficiale, che illustra gli interventi previsti nell'ambito della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), mostrerebbe infatti un'Italia spaccata in due, con il Nord e il Centro cablati dalle nuove reti ferroviarie ad alta percorrenza e il Sud, in particolare la Calabria, lasciato ai margini di un progetto che punta a rendere il sistema dei trasporti continentale più efficiente, interconnesso e sostenibile.
Le responsabilità nazionali e regionali
Falcomatà, i cui toni si sono fatti particolarmente duri, non ha risparmiato critiche al Governo nazionale e alla stessa Regione Calabria, ai quali ha attribuito il ruolo di "spettatori non paganti" durante le trattative che hanno portato alla definizione del pacchetto di misure. Secondo la sua ricostruzione, che egli stesso afferma di aver previsto e denunciato in precedenza, l'assenza di un'azione politica coordinata e incisiva avrebbe di fatto condannato il Mezzogiorno a scomparire dai radar degli investimenti comunitari, i quali, sebbene abbiano tra i principi guida la competitività e l'accessibilità, sembrerebbero aver ignorato le necessità di collegamento di un'intera macroregione.
Il contesto normativo europeo
Il provvedimento adottato dalla Commissione Europea, un pacchetto organico che include anche lo sviluppo di combustibili sostenibili per i trasporti aereo e navale, rappresenta il quadro di riferimento per i prossimi decenni, stabilendo traguardi precisi da raggiungere entro il 2030 e una visione a più lungo termine. In questo disegno, che si articola attraverso oltre cinquanta pagine di provvedimenti e piani realizzativi con le relative tavole di progressione, l'alta velocità ferroviaria – intesa come rete in grado di supportare velocità pari o superiori ai 200 chilometri orari – è considerata un elemento cardine per la transizione ecologica e l'integrazione logistica del continente.
Le conseguenze di un'esclusione
L'assenza di progetti finanziati per il Sud, una circostanza che rischia di trasformare il divario infrastrutturale esistente in un solco permanente, non riguarda soltanto la velocità degli spostamenti ma anche le opportunità economiche e la coesione territoriale. Una regione come la Calabria, la cui collocazione geografica ne farebbe un crocevia naturale nel Mediterraneo, si troverebbe così relegata ai margini dei principali corridoi commerciali e passeggeri, vedendo preclusa la possibilità di integrarsi pienamente in un sistema di trasporti che ambisce a essere pulito e resiliente, mentre il resto d'Europa accelera verso interconnessioni sempre più capillari.




