Gaza, rapporto Onu accusa Israele di genocidio mentre l’esercito avanza nella città
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Redazione Esteri
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Mentre le forze di difesa israeliane consolidano il controllo su circa il 40% del territorio urbano di Gaza City, un rapporto delle Nazioni Unite, pubblicato ieri, accusa lo Stato ebraico di aver commesso genocidio nella Striscia di Gaza. Il documento, intitolato “Analisi legale della condotta di Israele a Gaza ai sensi della Convenzione sul genocidio”, sostiene che, dal 7 ottobre 2023 al 31 luglio 2025, le autorità israeliane intendevano deliberatamente “uccidere il maggior numero possibile di palestinesi”, perseguendo, tra l’altro, anche “la distruzione della loro capacità riproduttiva”.
Le pesantissime conclusioni della commissione d’inchiesta indipendente Onu giungono nello stesso giorno in cui l’Idf ha lanciato quella che appare come la fase principale della sua offensiva di terra dentro la città, con nuovi intensi bombardamenti che, solo nella notte scorsa, hanno causato almeno 35 vittime. Il ministro israeliano Yisrael Katz ha dichiarato senza giri di parole che l’obiettivo è prendere il controllo dell’area, definendola “il principale simbolo di governo di Hamas”, e assicurando che “così cadrà Hamas”.
Il governo israeliano, dal canto suo, ha respinto con forza le accuse contenute nel dossier, bollandolo come “basato su falsità” e frutto di un pregiudizio contro Israele. Le imputazioni, che coinvolgono direttamente il primo ministro Benjamin Netanyahu e altri alti funzionari del suo esecutivo, non sono peraltro una novità assoluta nel dibattito internazionale, essendo emerse in varie forme già pochi mesi dopo il 7 ottobre, a seguito dell’inizio delle operazioni militari israeliane nella Striscia.




