Galles scappa, la Bosnia lo riprende e lo fredda ai rigori: Italia, c’è lo stadio-fortino di Zenica
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Redazione Sport
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Il cammino dell’Italia verso il Mondiale 2026 passa da un luogo che, per tradizione e clima, rappresenta l’antitesi della rassicurante serenità casalinga: lo stadio-fortino di Zenica. La Bosnia, guidata da Sergej Barbarez, ha strappato il pass per la finale playoff con un’impresa che porta la firma indelebile di Edin Dzeko, capace di ribaltare le previsioni a Cardiff contro il Galles. L’atto conclusivo, quello che decreterà se gli azzurri potranno imbarcarsi per la Coppa del Mondo in programma tra Canada, Stati Uniti e Messico, si giocherà dunque il 31 marzo tra le mura amiche dei bosniaci, un’avversaria che ha dimostrato di possedere un carattere tanto solido quanto pericoloso.
Dzeko, il primatista che non molla: l’86esimo che vale una rimonta
La notte di Cardiff ha consegnato alla Bosnia una vittoria costruita sulla pazienza e sulla classe di un quarantenne che si rifiuta di considerare il tramonto della carriera come un’inevitabile decadenza. Edin Dzeko, primatista assoluto per quanto riguarda la nazionale con 73 gol in 147 presenze, è stato l’architetto della rimonta. Quando i gallesi erano passati in vantaggio al 51’ con un tiro dalla distanza di James, il match sembrava aver preso un indirizzo preciso. Invece, all’86esimo, il capitano ha rimesso tutto in discussione con un colpo di testa che è valso il pareggio, costringendo gli avversari alla lotteria dei calci di rigore. Nella serie conclusiva, i bosniaci si sono dimostrati più precisi, imponendosi per 5-3 e conquistando il diritto a sfidare l’Italia. Per l’ex attaccante della Roma e della Fiorentina, questa rimonta rappresenta l’ultima, grande occasione per coronare una carriera già ricca di soddisfazioni con l’approdo alla fase finale di un Mondiale.
Il fortino di Zenica e i giovani dal rendimento altalenante
Per gli azzurri, la trasferta di Zenica rappresenta un ostacolo complesso, non solo per la presenza di un veterano come Dzeko, ma anche per la struttura di una squadra che, seppur con qualche altalena, ha dimostrato di sapersi compattare nei momenti decisivi. La selezione di Barbarez può contare su un terzetto di under 23 composto da Tarik Muharemovic (Sassuolo), Amar Tedic (Benfica) e Benjamin Tahirovic (Brøndby); elementi il cui talento, sebbene nella semifinale contro il Galles sia emerso a intermittenza, rappresenta una variabile imprevedibile per la difesa italiana. La vittoria ai rigori ha comunque evidenziato una capacità di gestione emotiva non indifferente, soprattutto in una partita che sembrava scivolare via dalle mani dei padroni di casa prima del provvidenziale intervento del loro capitano.
La strada per il mondiale: ultimo atto a marzo
Il meccanismo dei playoff europei, ormai ben noto agli azzurri viste le recenti esperienze, porterà l’Italia a giocarsi tutto in questa finestra di marzo. Il primo ostacolo sarà rappresentato dall’Irlanda del Nord, a Bergamo, prima di questo viaggio decisivo in Bosnia. L’obiettivo, l’unico ammesso, è conquistare il biglietto per la rassegna iridata che prenderà il via l’11 giugno 2026. Di fronte, la Bosnia si presenta con la consapevolezza di aver già superato un turno complicato in trasferta, alimentando la fiducia di un gruppo che intende sfruttare il fattore campo per completare l’impresa. Per l’Italia, la sfida del 31 marzo si configura come una prova di maturità e carattere in un ambiente ostile, dove il sostegno del pubblico locale potrebbe rappresentare quel dodicesimo uomo in grado di spostare gli equilibri.
La lezione di Cardiff: esperienza e freddezza dagli undici metri
La partita vinta dal Galles ha fornito indicazioni precise su ciò che attende l’Italia a Zenica. La squadra di Barbarez ha mostrato una tenacia notevole nel non disunirsi dopo il vantaggio avversario, affidandosi alla fisicità e all’esperienza del suo centravanti. La vittoria dalla lunga distanza, arrivata dopo un prolungamento che aveva messo a dura prova le energie, ha premiato la lucidità dal dischetto. Quella freddezza, dimostrata nella serie di rigori, sarà uno degli aspetti da tenere in considerazione per gli azzurri, costretti a preparare una partita probabilmente di sofferenza e gestione. La capacità di Dzeko di emergere nei momenti cruciali, con quel colpo di testa che ha cambiato il destino della semifinale, rimane l’avvertimento più chiaro per una difesa italiana che dovrà lavorare per arginare non solo un attaccante d’area di esperienza, ma anche la spinta emotiva di un’intera nazione che sogna di partecipare alla Coppa del Mondo.




