Meloni alza la posta su Crans Montana, ambasciatore in Italia fino a piena collaborazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La crisi diplomatica tra Italia e Svizzera, innescata dalla decisione della giustizia elvetica di scarcerare su cauzione Jacques Moretti, il proprietario della discoteca Le Constellation devastata dal rogo del primo gennaio, ha conosciuto oggi una brusca accelerazione. Dopo aver ricevuto d'urgenza a Palazzo Chigi l'ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma sabato scorso in segno di forte protesta, l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha reso pubbliche le condizioni, perentorie, per un suo rientro in sede. Condizioni che, nel loro rigore formale, segnano un livello di tensione inconsueto nei rapporti bilaterali e dimostrano come il governo italiano intenda esercitare una pressione massima, di natura politica, sullo svolgimento delle indagini giudiziarie.

Le condizioni di Roma per il rientro del diplomatico

Secondo quanto reso noto da una nota di Palazzo Chigi, il diplomatico potrà fare ritorno in Svizzera esclusivamente al verificarsi di due circostanze precise, entrambe necessarie. La prima riguarda l'avvio di quella che viene definita «un'effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Stati», frase che lascia intendere come, finora, il coordinamento investigativo non sia stato ritenuto soddisfacente dalle parti italiane. La seconda condizione, ancor più specifica, è la costituzione «immediata» di una squadra investigativa comune, mossa che avrebbe l'obiettivo di «accertare, senza ulteriori ritardi, le responsabilità» della strage che ha causato la morte di quaranta persone, molte delle quali giovani cittadini italiani. Una richiesta, quest'ultima, che va ben oltre i normali canali di rogatoria e che mira a garantire un ruolo diretto e continuativo agli investigatori italiani nel procedimento.

Il contesto giudiziario che ha fatto esplodere la crisi

La mossa del governo Meloni, decisa d'intesa con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rappresenta la risposta istituzionale alla scarcerazione di Moretti, disposta dal Tribunale delle Misure Coercitive di Sion. Una decisione che a Roma è stata percepita come un segnale gravissimo, tanto da motivare il richiamo in patria dell'ambasciatore, misura di solito riservata a contesti di crisi internazionale di alto profilo. A complicare ulteriormente il quadro, e a fornire elementi che spiegano la determinazione italiana, stanno alcune rivelazioni della stampa svizzera, riprese dagli avvocati di parte civile. Da tali ricostruzioni emergerebbe che il locale Le Constellation sarebbe già stato interessato da un incendio nel corso del 2024, precedente quindi alla tragedia di Capodanno. Altre segnalazioni, per le quali si attende conferma ufficiale, menzionano un analogo evento in un'altra attività dello stesso proprietario, il ristorante Le Vieux Chalet.

La strada per una normalizzazione dei rapporti

La palla passa ora sostanzialmente alle autorità svizzere, chiamate a valutare se e come rispondere alle richieste italiane. La costituzione di un team investigativo misto richiederebbe, con ogni probabilità, un accordo formale tra le procure competenti dei due paesi, se non addirittura un'intesa a livello governativo. Mentre le indagini procedono nei loro canali tecnici, la vicenda ha ormai assunto una chiara dimensione politico-diplomatica, dove la gestione del dolore delle famiglie delle vittime si intreccia con le procedure della giustizia e con le relazioni tra stati confinanti. L'obiettivo dichiarato dall'Italia è uno solo: ottenere, attraverso ogni leva disponibile, risposte chiare e definitive su quanto accaduto in quella notte di festa trasformata in tragedia.

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