Groves vince a Napoli tra le strade trasformate in sapone, ma il Giro piange Hirt e altri caduti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Kaden Groves, corridore australiano dell’Alpecin-Deceuninck, ha conquistato la sesta tappa del Giro d’Italia 2025, la più lunga dell’edizione con i suoi 227 chilometri, ma anche la più insidiosa per via del maltempo che nel finale ha reso l’asfalto scivoloso come sapone. A Napoli, dove il traguardo era atteso da un pubblico numeroso, Groves ha preceduto il belga Fretin e il francese Magnier, portando a due i suoi successi nella Corsa Rosa.

Quello che avrebbe potuto essere un giorno di festa per il ciclismo, però, è stato segnato da un drammatico incidente a Baiano, a circa 70 chilometri dall’arrivo. Una caduta collettiva ha coinvolto buona parte del gruppo, costringendo gli organizzatori a neutralizzare la tappa per garantire la sicurezza dei corridori. Tra le vittime più colpite c’è Jan Hirt, atleta della Israel-Premier Tech, che ha riportato una frattura al femore destro ed è stato costretto al ritiro. Per il 34enne ceco, già reduce da una stagione complicata, si tratta di un duro colpo, che lo costringerà a un lungo periodo di riabilitazione.

Non è stato l’unico a pagare le conseguenze della maxi-caduta: il bollettino medico parla di cinque ritiri complessivi e numerosi altri ciclisti "acciaccati", tra cui lo stesso leader della classifica, Mads Pedersen, uscito dall’incidente con dolori al fianco ma senza danni gravi. La neutralizzazione della tappa ha suscitato polemiche, con alcuni, come Mario Cipollini, che hanno criticato la decisione di annullare gli abbuoni e i punti, riducendo la frazione a una "non-gara".

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