Giro d’Italia 2025, Groves vince a Napoli tra pioggia e cadute: la generale resta ferma
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Redazione Sport
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Una tappa segnata dall’acqua e dall’asfalto insidioso, quella che ha portato il Giro d’Italia da Potenza a Napoli, dove a imporsi è stato Kaden Groves, velocista australiano della Alpecin-Deceuninck. La volata, però, è stata solo l’epilogo di una giornata in cui la corsa ha perso mordente, neutralizzata dalle condizioni meteo e da una serie di cadute che hanno costretto i grandi nomi della classifica a soprassedere. Tra loro, Mads Pedersen, che conserva la maglia rosa senza subire attacchi, mentre Primož Roglič rimane a 17 secondi dal vertice.
La pioggia, arrivata a intermittenza nel secondo tratto del percorso, ha reso le strade particolarmente pericolose, trasformando curve e rettilinei in trappole. A pagarne il prezzo più alto è stato Jai Hindley, finito a terra in modo rovinoso a poco più di 69 chilometri dal traguardo, trascinando con sé altri corridori come Juri Hollmann e Jay Vine. L’incidente, che ha azzerato i distacchi nella generale, ha costretto il gruppo a una prudenza forzata, lasciando spazio a una fuga di Paleni e Van Der Hoorn, rientrati però a due chilometri dall’arrivo.
Sul lungomare di via Caracciolo, Groves ha sfruttato la sua esplosività per battere il belga Fretin e il francese Magnier, mentre l’italiano Giovanni Lonardi si è piazzato quinto, primo tra i connazionali. Quella di Napoli, però, non è stata una tappa che resterà nella memoria per la qualità della corsa. "Un surrogato", come qualcuno l’ha definita, dove la pioggia ha cancellato tensioni e strategie, lasciando solo lo sprint finale a dare un senso alla giornata. Groves, che pure ha dimostrato freddezza nel non cedere alle insidie del percorso, non può essere rimproverato: ha fatto il suo dovere, ma in una cornice che ha reso la vittoria più un obbligo che un’impresa.




