Il Nepal sceglie Sushila Karki, la giudice anticorruzione voluta dai giovani su Discord

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nelle ultime settimane, il Nepal è stato scosso da una rivolta popolare, per lo più giovanile e organizzata attraverso canali digitali, che ha costretto alle dimissioni la classe dirigente al potere. La scintilla è scattata in opposizione a un decreto governativo, percepito come un tentativo di censurare il dissenso attraverso pesanti restrizioni sulle piattaforme internet e forme di controllo della comunicazione online. Quella che poteva apparire come una protesta destinata a esaurirsi si è invece trasformata in un movimento di tale portata – capace di coagularsi attorno a una richiesta chiara di cambiamento e di lotta alla corruzione – da provocare una crisi di governo senza precedenti.

A seguito delle dimissioni dell’esecutivo, il presidente Ram Chandra Poudel ha sciolto il parlamento e indetto nuove elezioni per il 5 marzo. In questo vuoto istituzionale, la scelta per guidare un governo ad interim è ricaduta su Sushila Karki, una figura non politica che incarna, forse più di ogni altra, le istanze di rigore e onestà emerse dalle piazze. Giurista e accademica di 73 anni, autrice di diversi libri, la Karki vanta un curriculum di assoluto prestigio: è stata la prima e unica donna a ricoprire il ruolo di giudice capo della Corte Suprema del Nepal a partire dal 2009, costruendosi una solida reputazione nella lotta alla corruzione.

La sua designazione, in un certo senso, è essa stessa un riflesso dei metodi innovativi che hanno caratterizzato la protesta. I giovani attivisti, infatti, hanno organizzato una consultazione informale su Discord, piattaforma di messaggistica nota soprattutto per i suoi server dedicati ai videogiochi, per esprimere una preferenza su una figura guida credibile per la transizione. Un meccanismo inedito, sebbene del tutto informale, che ha visto emergere con forza il nome dell’ex magistrata, assurta a icona di un movimento che chiede rinnovamento.

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