Il pareggio dello Spezia regala al Venezia la promozione in serie A, Stroppa nella storia
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Redazione Sport
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Non c’è stato nemmeno bisogno di vincere, per i lagunari, perché il destino, si sa, a volte si compie per vie traverse: il 2-2 strappato sul campo dello Spezia, combinato con la contemporanea sconfitta del Monza a Mantova (3-2 il finale per i padroni di casa), ha consegnato al Venezia la matematica certezza del ritorno nel massimo campionato a una giornata dal termine della regular season. Una promozione, quella dei veneti, costruita con il sudore e la lucidità di una squadra che, sotto la guida di Giovanni Stroppa, ha saputo gestire la pressione delle ultime settimane, blindando un obiettivo che sembrava alla portata già da qualche turno. Il tecnico lodigiano, che in carriera aveva già scolpito il proprio nome sulle promozioni di Crotone, Monza e Cremonese, entra così di diritto – se ancora ce ne fosse bisogno – nell’olimpo degli artefici delle scalciate dalla cadetteria alla serie A, un’impresa che pochi allenatori possono vantare con tale regolarità.
La partita: Yeboah e Sagrado firmano la rimonta, poi il pari che vale la festa
Al Picco, i padroni di casa sono passati in vantaggio dopo appena sette minuti: Yeboah, al suo decimo centro stagionale, ha sbloccato il punteggio con un destro secco che non ha lasciato scampo al portiere avversario. Lo stesso attaccante, al 32’ del primo tempo, ha fallito un calcio di rigore che avrebbe potuto chiudere virtualmente i conti molto prima, ma il calcio, si sa, è anche capacità di assorbire gli errori. Nella ripresa, Sagrado ha prima raddoppiato (25’) illudendo i propri tifosi, prima che la reazione degli ospiti e la necessità di non affondare producessero il definitivo 2. Un pari, questo, che per lo Spezia non serve a granché in chiave salvezza – la quota di 34 punti resta pericolosamente bassa – ma che per il Venezia rappresenta il passaporto per la serie A.
La volata finale e i contorni economici di un salto che vale decine di milioni
Come ogni primavera, la classifica della serie B comincia a pesare anche fuori dal campo, e non soltanto per l’adrenalina degli ultimi novanta minuti: la promozione nel massimo campionato è, prima di tutto, un salto di scala economico particolarmente rilevante, capace di trasformare i bilanci di un club nell’arco di una notte. I diritti televisivi, i ricavi da stadio e le sponsorizzazioni lievitano in modo esponenziale, e Venezia – reduce da una sola annata in cadetteria – potrà ora pianificare un futuro diverso da quello a cui molti l’avevano destinata. La matematica certezza è arrivata con un turno d’anticipo, complice anche il passo falso del Monza, che a Mantova è uscito sconfitto per 3-2 e ora si trova terzo a -3 dal Frosinone (78 punti per i ciociari, 75 per i brianzoli). I lagunari, dal canto loro, possono già stappare lo spumante: le urla, i cori e la musica dei tifosi hanno invaso lo spicchio di campo riservato ai sostenitori in trasferta, e la gioia è parsa tanto spontanea quanto legittima.
Giovanni Stroppa, il “mago” delle promozioni, firma l’ennesima impresa
Stroppa, nato a Mulazzano e cresciuto nella cultura del calcio di provincia prima di approdare a livelli ben più alti, ha commentato a caldo l’impresa con parole che sanno di rivincita e di consapevolezza: “Per quello che abbiamo fatto durante la stagione meritavamo questo risultato e di portare a casa il campionato”, ha detto l'allenatore, senza nascondere l’emozione. Non è un caso che il suo nome venga ormai accostato a quello dei tecnici in grado di gestire la pressione della serie B meglio di molti colleghi; e non è un caso, neppure, che il Venezia abbia scelto proprio lui per guidare il progetto del ritorno nell’élite. Intanto, nelle retrovie della classifica, Sudtirol ed Empoli restano appaiati a 40 punti, l’Entella insegue a 39, Bari a 37, mentre Pescara, Spezia e Reggiana condividono la stessa quota (34) di chi la corsa per la salvezza la giocherà fino all’ultimo respiro. Il Frosinone, distante un solo punto dalla promozione diretta, aspetta l’ultima giornata per sperare ancora.




