La cavalcata del Venezia comincia da uno “Stroppa” di genio: quarto capolavoro in serie B, terza promozione in A in cinque anni
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Redazione Sport
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Dodici mesi esatti sono bastati per risanare una ferita. La retrocessione dello scorso maggio, consumatasi davanti alla propria gente contro la Juventus, è già un ricordo lontano per il Venezia, che ha ufficializzato il ritorno in serie A con un turno d’anticipo sfruttando il pareggio per 2-2 sul campo insidioso dello Spezia. La matematica, si sa, a volte è beffarda: i lagunari stavano sciupando un doppio vantaggio nel finale della partita (reti di Yeboah e Sagrado, poi ripresi da Valoti e Artistico) ma, quasi in contemporanea, la notizia della sconfitta del Monza a Mantova (3-2) ha trasformato la rimonta subita in festa. Con 79 punti all’attivo e il miglior attacco del torneo (ben 75 reti segnate, a fronte di una retroguardia che ha incassato solo 31 gol), la squadra guidata da Giovanni Stroppa ha staccato il pass per la massima serie senza nemmeno aspettare l’ultima giornata.
L’arte della risalita: il tecnico delle quattro promozioni
Dietro questa cavalcata, costellata da appena quattro sconfitte e da una clamorosa imbattibilità nelle ultime tredici partite, c’è la mano di uno specialista del salto di categoria. Giovanni Stroppa, che lo scorso 25 maggio aveva festeggiato la promozione con la Cremonese proprio in quello stesso stadio (il “Picco”), ha bissato l’impresa cambiando maglia ma non l’abitudine di vincere. Per lui si tratta del quarto capolavoro dalla serie B alla A, dopo i successi ottenuti con Crotone, Monza e, appunto, Cremonese; aggiungendo la promozione in B con il Foggia, il tecnico lombardo ha costruito una reputazione solida quasi quanto i suoi schieramenti tattici. Il progetto, come ha dichiarato lo stesso allenatore a ridosso del traguardo, è stato chiaro fin dal primo giorno: “Essere dominanti era il mio obiettivo – ha spiegato, sottolineando un’intesa perfetta con la dirigenza – e questa squadra aveva le caratteristiche per esaltare la mia idea di calcio”.
Attacco distribuito e ossatura vincente
A differenza di due anni fa, quando la promozione portava la firma pesante del finlandese Pohjanpalo, quest’anno il Venezia ha trovato la via del gol in modo molto più corale, un fatto che rende il gioco della squadra meno prevedibile per gli avversari. Andrea Adorante, arrivato dalla Juve Stabia, ha raccolto l’eredità pesante del centravanti con 17 marcature; al suo fianco, l’ecuadoriano John Yeboah ha messo a segno 12 reti, dimostrando un’imprevedibilità che ha spesso fatto la differenza nelle gare chiuse. Tuttavia, il vero valore aggiunto è stato l’apporto dei calciatori di movimento: il centrocampista Issa Doumbia ha toccato quota 9 gol (lui che fu pescato in serie C), mentre Gianluca Busio e i terzini Hainaut e Haps hanno contribuito con reti pesanti, portando il totale dei marcatori stagionali a ben diciotto elementi diversi. Il portiere Filip Stankovic, blindato con 15 clean sheet, è stato il baluardo insuperabile che ha completato il reparto più solido del campionato.
Un verdetto che ridisegna la corsa salvezza
Con la promozione aritmetica dei lagunari, l’attenzione si sposta ora sulla volata per il secondo posto che consegna l’ultimo biglietto diretto per la serie A. Il Frosinone, vittorioso per 1-0 sul campo della Juve Stabia grazie a un gol di Bracaglia, è ora secondo a quota 78 punti e gli basterà un solo pareggio nell’ultimo turno per festeggiare a sua volta. Il Monza, invece, dopo il colpo di scena della sconfitta subita al 95’ a Mantova (nonostante la rimonta da 2-0 a 2-2 firmata Dany Mota), è scivolato a 75 punti ed è costretto a sperare in un passo falso dei ciociari, oltre a dover vincere il proprio match contro l’Empoli. In coda, il quadro retrocessione si è chiarito con la Reggiana che, complice il ko diretto di altre concorrenti, è matematicamente sprofondata in serie C, lasciando la lotta per i playout alle altre.




