Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio, scrive un libro sul caso Garlasco
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un libro destinato, almeno nelle intenzioni del suo autore, a raccontare “l’unica verità” sul delitto di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco nel lontano agosto del 2007, sta prendendo forma tra le mani di Massimo Lovati. L’ex avvocato difensore di Andrea Sempio, indagato per quell’omicidio e poi estromesso dall’incarico, ha scelto infatti di affidare a un’opera narrativa il proprio punto di vista, come rivelato dal suo legale, Fabrizio Gallo, in un’intervista concessa a Rita Cavallaro per “Il Tempo”. L’operazione, che segue le controverse dichiarazioni e le teorie spesso fuori dal coro proposte da Lovati durante il suo mandato, sembra voler aggirare, attraverso un espediente letterario, i vincoli processuali e le accuse di diffamazione che ancora lo riguardano.
Una verità romanzata tra cronaca e futuro
Il progetto, stando alle anticipazioni, si colloca in uno spazio ibrido e volutamente ambiguo, a metà strada tra il romanzo autobiografico e la narrazione di finzione. Gallo, delineando i contorni dell’opera, ha precisato che non si tratterà affatto di un memoir tradizionale, bensì di un’opera che fonde elementi di cronaca nera – quelli legati al noto fatto di sangue – con una cornice addirittura fantascientifica, essendo l’azione ambientata in un lontano futuro, nel 2750. Una scelta, questa, che consente all’autore di presentare, secondo quanto affermato, tutti i personaggi reali della vicenda, sebbene celati sotto mentite spoglie e nomi di fantasia. “I personaggi, anche se con altri nomi, ci saranno proprio tutti”, ha sottolineato il legale, lasciando intendere come il libro possa costituire una sorta di specchio deformato, ma riconoscibile, delle dinamiche e degli individui coinvolti nel caso.
Le premesse di una narazione controversa
La decisione di Lovati di impegnarsi in questa scrittura giunge in un momento particolare della sua vicenda personale, segnata dalla marginalizzazione rispetto al procedimento giudiziario principale e dalla battaglia legale sulle accuse di diffamazione. Durante gli anni in cui ha seguito la difesa di Sempio, l’ex avvocato si è più volte distinto per dichiarazioni pubbliche e ricostruzioni dei fatti che deviavano sensibilmente dalla linea ufficiale dell’inchiesta, avanzando ipotesi e teorie che hanno alimentato il clamore mediatico intorno al delitto. Quel bagaglio di supposizioni e congetture, che lui stesso definisce “verità”, troverebbe ora una sistemazione organica e definitiva tra le pagine del volume, sebbene trasfigurato nella forma del romanzo.
La reazione e il contesto di un annuncio
L’annuncio, dato dall’avvocato Gallo nel corso dell’intervista, è stato lanciato con quel tipico stile “dico non dico” che ha spesso caratterizzato gli interventi pubblici dello stesso Lovati, generando inevitabilmente un misto di perplessità e curiosità. La notizia, riportata anche da testate online, oscilla tra la percezione di uno scherzo bizzarro e quella di un’iniziativa editoriale reale, alimentando ulteriormente il dibattito su una storia giudiziaria che, a distanza di anni, continua a mantenere una sua dirompente attualità. L’opera si prospetta dunque non solo come un tentativo personale di fare chiarezza, o almeno di proporre una versione alternativa dei fatti, ma anche come un nuovo capitolo nella complessa relazione tra processo penale, ricerca della verità e narrazione pubblica, in cui i confini tra realtà e finzione appaiono deliberatamente sfumati.




