È morto re Harald V di Norvegia, il regno passa al principe Haakon

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Si è spento questa mattina, venerdì 28 agosto, alle 6:35, re Harald V di Norvegia. La notizia, diffusa dalla casa reale norvegese, conferma la scomparsa del sovrano all’età di 89 anni, avvenuta presso il Rikshospitalet, l’ospedale nazionale di Oslo, dove il monarca era stato ricoverato a partire dal 17 agosto per una malattia del sangue che, a seguito di un'infezione batterica contratta durante la degenza, aveva subito una drammatica aggravamento nel corso degli ultimi giorni.

Con la sua morte, si chiude il regno più lungo della storia norvegese contemporanea e si apre ufficialmente la successione al trono per il principe Haakon, che gli subentra come Haakon VIII.

L’ultimo re testimone della guerra e la lunga attesa sul trono

Salito al trono nel 1991, Harald V era considerato il decano dei sovrani europei dopo la scomparsa di Elisabetta II nel 2022 e l'abdicazione di Margrethe di Danimarca, avvenuta ormai tre anni fa. La sua vita, tuttavia, era stata segnata fin dall’infanzia dagli eventi bellici: aveva solo tre anni quando, nel 1940, l'invasione tedesca costrinse la famiglia reale alla fuga.

Mentre il padre, l'allora principe ereditario Olav, raggiungeva il governo in esilio a Londra, il piccolo Harald e la madre si rifugiarono negli Stati Uniti, un'esperienza che segnò profondamente il futuro sovrano e che lo rese, per decenni, l'ultimo monarca europeo ad aver vissuto in prima persona le vicende della seconda guerra mondiale.

Il paradosso norvegese: un paese ricchissimo e una corona dalla fortuna limitata

La figura di Harald V è stata spesso associata a un paradosso che gli studiosi di economia e gli osservatori delle dinastie europee non hanno mai smesso di sottolineare. Il regno su cui esercitava la sua funzione rappresentativa, la Norvegia, è infatti uno degli Stati più prosperi del pianeta, grazie alla gestione oculata delle risorse petrolifere che hanno alimentato un fondo sovrano il cui valore supera ormai i 2.000 miliardi di euro, rendendolo il più grande del mondo.

Eppure, contrariamente a quanto si potrebbe supporre, la ricchezza personale della famiglia reale norvegese non è mai stata paragonabile a quella delle altre casate regnanti europee. Un divario che evidenzia come la prosperità nazionale e il patrimonio privato della Corona viaggino su binari distinti, con la monarchia scandinava che si colloca, almeno dal punto di vista patrimoniale, agli ultimi posti della classifica delle dinastie più facoltose del Vecchio Continente.

Un regno di transizione e l’avvento di Haakon VIII

Con la morte di Harald V, la successione dinastica si compie in modo automatico e lineare, secondo le regole della costituzione norvegese che non prevedono alcuna cerimonia di intronizzazione formale, bensì una semplice presa di giuramento da parte del nuovo sovrano di fronte al parlamento.

Il principe Haakon, che da anni affiancava il padre negli impegni ufficiali e che aveva già assunto le funzioni reggenti durante i periodi di malattia del monarca, si trova ora a dover raccogliere il testimone di un regno che ha attraversato decenni di profonde trasformazioni sociali ed economiche, mantenendo sempre un altissimo tasso di popolarità tra i sudditi.

La scomparsa di Harald V segna quindi la fine di un'epoca per la Norvegia, chiudendo il cerchio di una vita che aveva avuto inizio sotto il segno della guerra e che si è sviluppata lungo l'arco di una delle monarchie più longeve e rispettate d'Europa.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.