L’addio a re Harald di Norvegia, l’abbraccio del popolo e il giuramento di Haakon VIII
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Redazione Esteri
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La morte di re Harald V, avvenuta il 28 agosto all'età di 87 anni, ha scosso profondamente la Norvegia, ma la risposta dei sudditi, che in queste ore stanno letteralmente prendendo d'assalto i luoghi simbolo della monarchia per rendere omaggio al loro sovrano, ha generato un'ondata di commozione che ha colpito direttamente i membri della famiglia reale, tanto da spingerli a pubblicare un video sui canali ufficiali per condividere con il paese intero quel momento di straordinaria vicinanza umana.
Le immagini, che ritraggono la folla accalcata davanti al Palazzo Reale di Oslo, mostrano volti segnati dal dolore ma anche da un profondo senso di gratitudine, e proprio la potenza di questo affetto collettivo, capace di trasformarsi in un silenzioso cordoglio fatto di fiori, candele e biglietti lasciati davanti alla cancellata, ha spinto i reali a uscire per raccogliere di persona quei pensieri e quei messaggi, quasi a voler stringere un ideale patto di reciprocità con la nazione che Harald aveva servito per oltre tre decenni.
Il corteo funebre e la camera ardente aperta al pubblico
Il trasferimento della salma dall'ospedale di Oslo, dove il monarca si è spento dopo un periodo di salute cagionevole che ne aveva già segnato gli ultimi anni di regno, fino alla Sala Rossa della residenza reale, è stato un momento di intensa partecipazione popolare, con i figli, i nipoti e le nuore che hanno scortato il feretro in un corteo sobrio ma carico di significati istituzionali.
Ad accompagnare la bara, tra gli altri, c'erano il nuovo re Haakon VIII, la regina vedova Sonja, la principessa Martha Louise e anche l'attuale regina Mette-Marit, la quale, nonostante le sue note condizioni di salute, ha voluto essere presente in quella circostanza per onorare la memoria del suocero, dimostrando ancora una volta il forte legame che la unisce alla famiglia.
I funerali di Stato sono stati fissati per il 9 settembre, ma fino a quella data la salma di Harald resterà esposta nella Sala Rossa della Casa Reale, una scelta voluta per consentire a tutti i cittadini che lo desiderano di potergli rendere l'ultimo saluto, un gesto che sottolinea il carattere popolare e inclusivo della monarchia scandinava, ben lontana da certi formalismi di altre corti europee.
Il giuramento di Haakon VIII davanti al Parlamento
Con un cambio di programma dell'ultima ora che ha tenuto col fiato sospeso i cronisti, il nuovo sovrano Haakon VIII, in alta uniforme militare, si è presentato oggi davanti allo Storting, il parlamento monocamerale norvegese composto da 169 seggi, per pronunciare il giuramento costituzionale che lo consacra ufficialmente come capo dello Stato, un atto solenne che segna il passaggio di consegne dopo la scomparsa del padre e che sancisce l'inizio di una nuova era per il paese scandinavo.
Con il primo ministro Jonas Gahr Store e l'intero esecutivo al completo, a partire dal ministro delle Finanze Jens Stoltenberg, presenti in aula per assistere alla cerimonia, Haakon ha scandito le parole rituali del giuramento, impegnandosi a governare il regno secondo la Costituzione e le leggi vigenti, e concludendo con un'invocazione religiosa che ha sottolineato la solennità del momento: «Che l'onnipotente e onnisciente Dio mi aiuti».
Il giuramento, che rappresenta l'atto formale con cui il monarca assume pienamente i propri poteri e doveri istituzionali, è avvenuto in un clima di grande partecipazione emotiva, con i deputati in piedi a rendere omaggio al nuovo sovrano, ma anche con un pensiero rivolto alla figura del defunto Harald, il cui regno è stato caratterizzato da una modernizzazione della corona e da un'avvicinamento senza precedenti al popolo.
L'assenza della regina Mette-Marit e le sue condizioni di salute
Alla cerimonia di giuramento, tuttavia, non ha potuto presenziare la regina Mette-Marit, la moglie di Haakon, che si trova ancora in convalescenza dopo il trapianto di polmone subito a giugno e che, come ufficialmente comunicato dalla corte, «malauguratamente non sarà in grado di presenziare al giuramento solenne allo Storting», una notizia che ha suscitato preoccupazione ma anche comprensione tra i sudditi, i quali conoscono bene le difficoltà fisiche che la sovrana ha affrontato negli ultimi anni.
La regina, che ha sempre combattuto con grande determinazione una malattia polmonare cronica che l'ha costretta a lunghi periodi di cura e a un rigoroso regime di isolamento per evitare infezioni, aveva già dovuto ridurre drasticamente i suoi impegni ufficiali negli ultimi mesi, e la sua assenza dal giuramento rappresenta purtroppo l'ennesimo segnale della fragilità del suo stato di salute, anche se fonti vicine alla famiglia reale assicurano che le sue condizioni, pur richiedendo cautela, sono sotto controllo e che sta seguendo scrupolosamente il percorso di riabilitazione post-operatorio.
La decisione di non partecipare, presa con ogni probabilità in accordo con i medici, evidenzia come la corte norvegese abbia scelto di non correre rischi in un momento così importante, preferendo che la regina si risparmiasse per poter essere presente, si spera, ai funerali di Stato del suocero, un evento al quale certamente vorrà prendere parte se le sue forze glielo permetteranno.
Il legame tra la monarchia e il popolo norvegese
L'enorme partecipazione popolare che si è vista in questi giorni, con migliaia di persone che hanno affollato le strade di Oslo per salutare il feretro e che continuano a fare la fila per entrare nella Sala Rossa, dimostra quanto il legame tra la famiglia reale e i cittadini sia profondo e autentico, un rapporto che Harald V aveva saputo coltivare con la sua umiltà, la sua schiettezza e la capacità di parlare al cuore della gente, lontano dagli stereotipi di una monarchia distante e ingessata.
La scelta di pubblicare quel video che mostra la commozione dei reali nell'osservare l'affetto dei sudditi, con la regina vedova Sonja visibilmente emozionata mentre raccoglie un mazzo di fiori lasciato davanti al palazzo e con Haakon che si china per leggere un biglietto scritto a mano da un bambino, non è stato solo un gesto di ringraziamento, ma anche un modo per ribadire quella continuità di valori che, nonostante il lutto, continua a rappresentare il collante tra la corona e la nazione.
Il nuovo re, d'altronde, ha sempre incarnato un'idea di monarchia moderna e vicina alle persone, e il suo giuramento davanti al Parlamento, con la presenza di tutte le più alte cariche dello Stato, non ha fatto che confermare l'impegno a proseguire sulla strada tracciata dal padre, in un equilibrio delicato tra tradizione e apertura, tra il rispetto per la storia e le esigenze di una società contemporanea che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
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