Il commercio mondiale frena più del previsto, l’Fmi taglia le stime per l’Italia
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Redazione Economia
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Il commercio globale, già in affanno, rallenta più drasticamente di quanto si immaginasse solo pochi mesi fa. La World Trade Organization, nell’aggiornamento pubblicato il 16 aprile, ha ridimensionato le previsioni per il 2025: il volume degli scambi di merci segnerà un -0,2%, un crollo netto rispetto al +2,7% stimato a ottobre. Dietro questa correzione, che riflette un clima economico sempre più instabile, ci sono fattori strutturali: l’inasprirsi delle barriere doganali, politiche monetarie divergenti e tensioni geopolitiche che continuano a pesare sui mercati.
Lo scenario è confermato dal Fondo Monetario Internazionale, che nel World Economic Outlook ha rivisto al ribasso anche la crescita globale, portandola sotto la soglia del 3%. Se nel 2024 l’aumento del Pil mondiale si era attestato al 3,3%, per quest’anno si prevede un +2,8%, con un lieve recupero al 3% nel 2026. Un dato che, come sottolineato da Gianluca Di Donfrancesco sul Sole24Ore, risente delle nuove misure protezionistiche, a cominciare dai dazi annunciati dall’amministrazione Trump. Gli Stati Uniti, tra l’altro, vedranno il proprio Pil crescere di quasi un punto percentuale in meno rispetto alle attese.
L’Italia non fa eccezione. Secondo le stime dell’Fmi, nel 2025 l’economia nazionale avanzerà di un misero +0,4%, con un taglio di 0,3 punti rispetto alle previsioni di gennaio. Per il 2026 si parla di un +0,8%, anch’esso lievemente ridotto. A peggiorare è soprattutto il rapporto debito-Pil, destinato a salire al 137,2% quest’anno e al 138,4% nel 2026, contro il 135,2% del 2024. Un trend che, in assenza di correttivi, rischia di aggravare ulteriormente la posizione del Paese.




