Il Fmi riduce le stime del Pil mondiale: l’Italia crescerà solo dello 0,4% nel 2025

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’economia globale, già in affanno, dovrà fare i conti con un ulteriore freno dovuto all’escalation dei dazi commerciali. Il Fondo Monetario Internazionale, nel suo ultimo World Economic Outlook, ha rivisto al ribasso le prospettive di crescita per il 2025 e il 2026, indicando un rallentamento generalizzato che coinvolge anche l’Italia, la Germania e la Francia. Le nuove proiezioni, che segnano un deciso passo indietro rispetto alle previsioni di gennaio, riflettono l’impatto delle misure protezionistiche volute dall’amministrazione statunitense, le cui ripercussioni si stanno estendendo a macchia d’olio.

Per l’Italia, il Fmi ha tagliato le stime dello 0,3%, portando la crescita attesa al +0,4% nel 2025 e allo 0,8% l’anno successivo. Numeri che, se confermati, segnerebbero una delle performance più deboli tra le principali economie europee. La Germania, già in stagnazione, vedrebbe un Pil fermo allo zero percentuale quest’anno, mentre la Francia registrerebbe un +0,6%, anch’esso inferiore alle attese. A pesare, oltre alle tensioni commerciali, è l’incertezza generata dalle politiche tariffarie, che rischiano di innescare una spirale di ritorsioni difficilmente controllabile.

A livello mondiale, la crescita scenderebbe dal 3,3% del 2024 al 2,8% nel 2025, con un recupero solo parziale nel 2026 (+3%). Un dato che, come sottolinea il rapporto, si colloca ben al di sotto della media storica del 3,7% registrata nel ventennio precedente alla pandemia. “Le barriere commerciali – si legge nel documento – stanno erodendo la fiducia degli investitori e rallentando gli scambi, con effetti negativi soprattutto per le economie più esposte”.

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