Arianna Fontana chiude quinta nei 1500 metri, l’ultima gara olimpica della leggenda dello short track finisce con un piazzamento d’onore ma lontano dal podio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La pista ghiacciata del Milano Ice Skating Arena ha trattenuto il fiato per un istante, e poi è stato chiaro a tutti: il quinto posto nell’ultima gara della sua carriera olimpica, i 1500 metri femminili di short track, non sarebbe stato il sigillo che Arianna Fontana meritava dopo una vita passata a inseguire e conquistare medaglie -1. La campionessa azzurra, l’atleta italiana con il maggior numero di medaglie olimpiche di ogni epoca – quattordici in totale, un record che include sia i Giochi invernali sia quelli estivi – ha dovuto accontentarsi di una finale conclusa in quinta posizione, vinta dalla sudcoreana Gilli Kim davanti alla connazionale Choi Minjeong e alla statunitense Corinne Stoddard -9. Una gara, quella disputata nella serata di venerdì 20 febbraio, che ha assunto i contorni di una cronaca sportiva segnata da troppi ostacoli, forse insormontabili anche per una fuoriclasse della sua esperienza. L’altra azzurra in finale, Arianna Sighel, ha chiuso subito dietro di lei, al sesto posto, completando una serata amara per il movimento azzurro -1.

Il percorso accidentato verso la finale, tra una caduta e una batteria in più

Il cammino di Fontana verso l’atto conclusivo dei 1500 metri era stato tutt’altro che lineare, segnato da un incidente che avrebbe potuto compromettere tutto già nei quarti di finale. Durante la sua batteria, la polacca Kamila Sellier è rimasta vittima di una caduta violenta, riportando un taglio al volto causato probabilmente da una lama, un incidente che ha richiesto l’intervento dei sanitari e la conseguente sospensione della gara. In quella caduta multipla era rimasta coinvolta anche la stessa Fontana, che ha subìto una botta – un contraccolpo fisico che, sommandosi alla tensione del momento, non ha certo agevolato la sua preparazione atletica. La giuria ha deciso di far ripetere la batteria, una circostanza che ha costretto l’azzurra a un dispendio energetico supplementare e a un turno in più nelle gambe rispetto alle sue avversarie dirette. Superata la semifinale con una gara intelligente, gestendo le energie per strappare il pass per la finale A, Fontana si è presentata sul palcoscenico che contava con il peso di quella fatica extra e il ricordo della botta subita. Tutti fattori, questi, che hanno contribuito a impedirle di trovare la scintilla per giocarsi le posizioni che contavano, quelle del podio, in una delle distanze che in passato le aveva regalato gioie (un bronzo a Sochi 2014 e un argento a Pechino 2022).

Un’eredità di medaglie e il commiato dal pubblico di casa

Al di là del piazzamento finale, che lascia l’amaro in bocca per il mancato arrivo tra le prime tre, il quinto posto nei 1500 metri rappresenta comunque l’epilogo di una carriera olimpica che ha pochi eguali nella storia dello sport italiano. Arianna Fontana ha letteralmente chiuso il cerchio iniziato vent’anni fa a Torino 2006, quando da giovanissima esordì davanti al pubblico di casa. In questo lasso di tempo ha collezionato medaglie in tutte le edizioni dei Giochi, passando dal bronzo nella staffetta di Torino fino all’oro di Pyeongchang 2018 nei 500 metri e all’argento di Pechino 2022 nei 1500, per citare solo alcuni dei suoi successi. A Milano-Cortina, prima di quest’ultima gara, aveva già arricchito il suo bottino con un oro nella staffetta mista, un argento nei 500 metri e un altro argento nella staffetta femminile 3000 metri, portando il suo totale a quattordici podi olimpici. Il saluto che ha riservato al pubblico al termine della gara dei 1500, visibilmente commossa, ha suggerito a molti che questa potesse essere davvero la sua ultima volta su una pista olimpica, un addio sfumato in una posizione d’onore che non rende giustizia alla sua leggenda ma che, d’altra parte, fotografa la cruda realtà dello sport.

Una giornata amara per l’Italia del ghiaccio, nonostante qualche lampo

La spedizione azzurra, in questo quattordicesimo giorno di gare, non ha raccolto le soddisfazioni sperate. Oltre al quinto e sesto posto delle due Arianne, i riflettori erano puntati anche su Francesca Lollobrigida, attesa nella finale dei 1500 metri di pattinaggio di velocità, e sugli altri azzurri impegnati nelle discipline del ghiaccio e della neve. La giornata di giovedì era trascorsa senza medaglie per l’Italia, con un quarto posto nella combinata sprint team uomini e il quinto posto di Murada nello scialpinismo, e il venerdì non ha invertito la tendenza. Nonostante il bronzo conquistato dalla staffetta maschile nei 5000 metri di short track – un risultato di prestigio firmato da Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli – il rammarico per l’ultima gara di Fontana rimane alto. L’oro nella staffetta mista e gli argenti individuali e di squadra restano comunque a testimoniare un’Olimpiade vissuta da protagonista per l’azzurra, che ha lottato fino all’ultimo metro, nonostante una caduta nei quarti che avrebbe stroncato la gara di chiunque.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.