Addio a Ornella Vanoni, signora della musica italiana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La musica italiana perde una delle sue voci più emblematiche e riconoscibili, Ornella Vanoni, scomparsa all'età di novantun anni. Un percorso artistico, il suo, che ha attraversato oltre settant'anni di storia del nostro Paese, segnandone indelebilmente il costume e le sonorità. La Statale di Milano, non molto tempo fa, le aveva conferito una laurea ad honorem, riconoscendo, al di là del successo popolare, il suo statuto di intellettuale della canzone e di figura culturalmente rilevante.

Un patrimonio di centinaia di incisioni

La sua produzione discografica, sterminata, conta più di cento lavori tra album, raccolte ed EP, un catalogo che ha totalizzato vendite superiori ai cinquantacinque milioni di copie. Numeri che, da soli, basterebbero a raccontare la sua longevità e il suo radicamento nell'immaginario collettivo; ma è nell'ascolto di brani come “Senza fine”, scritto per lei da Gino Paoli, o de “L'appuntamento”, che si comprende appieno la cifra del suo stile inconfondibile. A questi si aggiungono classici assoluti come “La musica è finita”, portata al Festival di Sanremo nel 1967, “Che cosa c'è” e “Una ragione di più”, solo per citarne alcuni, che formano una colonna sonora collettiva per intere generazioni.

L'ultima apparizione e i tributi degli artisti

In una delle sue ultime apparizioni pubbliche, durante la trasmissione "Belve", aveva cantato proprio “L'appuntamento”, brano che per anni era stato la sigla del programma. La conduttrice Francesca Fagnani, ricordandola sui social, ha scritto: "Che dolore cara Ornella. Grazie per essere stata la colonna sonora di tanta vita. Resti indimenticabile". Il cordoglio ha unito il mondo dello spettacolo, da Vasco Rossi a Laura Pausini, che l'ha definita la sua cantante preferita, sottolineando come la sua luce non si spegnerà. Samuele Bersani, da parte sua, ha perduto "l'amica più vitale, curiosa, ironica, profonda e irriverente", trovando un barlume di consolazione solo nel pensiero che, se esiste un aldilà, ora lei sia accanto a Lucio Dalla.

L'aneddoto con Bonny e il suo carattere schietto

La sua personalità schietta e ironica traspare anche da un simpatico episodio di cronaca sportiva. Quando seppe che l'attaccante francese dell'Inter si era dichiarato suo ammiratore, affermando che la sua voce lo aveva colpito per una certa atmosfera "francese" e che era la sua cantante preferita, la Vanoni rispose con una battuta che mescolava l'onore per il complimento alla sua proverbiale fede milanista. "Caro Bonny, è un onore per me. Giuro che non sono più milanista e verrò a vederti giocare a San Siro…", disse, dimostrando quella verve e quella capacità di intrattenere che andavano ben al di là del palcoscenico.

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