Addio a Ornella Vanoni, la sua voce resta senza fine
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La musica italiana perde una delle sue colonne portanti, una voce che ha attraversato i decenni segnando indelebilmente la canzone d'autore. Ornella Vanoni si è spenta, all'età di 91 anni, nella sua casa di Milano, stroncata da un malore che ne avrebbe causato l'arresto cardiaco. La notizia, che ha gettato nello sconforto il mondo dello spettacolo, arriva a poca distanza dalla sua ultima, toccante apparizione pubblica, durante la quale l'artista aveva già lasciato trapelare, con la consueta franchezza, le sue precarie condizioni di salute.
L'ultimo saluto in televisione
Era stato proprio nel salotto di "Che tempo che fa", lo scorso 2 novembre, che la Vanoni aveva consegnato al suo pubblico un'immagine di sé tanto lucida quanto fragile. "Sono stata male. Tu mi trovi in forma ma fingo, recito la parte ma sto malissimo", aveva confidato al conduttore Fabio Fazio, in una di quelle conversazioni sincere che ne avevano caratterizzato le frequenti partecipazioni al programma. Quel monito, che oggi suona come un commosso e sofferto addio, aveva già preparato, seppur nel dolore, i suoi numerosi estimatori a un epilogo che, tuttavia, non smette di apparire improvviso e lacerante.
Il cordoglio di un amico e collega
Tra i primi a esprimere un sentimento di profonda e sincera costernazione è stato proprio Fabio Fazio, il quale, attraverso un messaggio sui social, ha rivelato tutta la sua incredulità e il suo smarrimento. "Non sono in grado di dire niente. Sono senza parole e non ero pronto a tutto questo. Non mi pare possibile", ha scritto il conduttore, tratteggiando con poche e intense parole il vuoto lasciato da una presenza, quella della Vanoni, divenuta nel tempo un punto di riferimento non solo artistico ma anche umano. Il programma televisivo stesso le ha reso omaggio, ricordando, con un post sul proprio profilo, il dono prezioso della sua arte, che tutti conserveranno gelosamente nel cuore.
Un amore che ha fatto storia
La sua carriera, lunga e costellata di successi, affonda le radici negli anni sessanta, un periodo di fervida creatività per la musica nazionale. In quegli anni, Ornella Vanoni, giovane attrice e cantante milanese di origini borghesi, stava emergendo grazie a uno stile interpretativo unico e a una voce inconfondibile. Il suo percorso si incrociò, in modo destinato a diventare leggendario, con quello di Gino Paoli, cantautore geniale già noto per brani come "La Gatta". Lui, cresciuto a Genova; lei, milanese doc: dal loro incontro nacque non solo una delle collaborazioni artistiche più feconde, ma anche una storia d'amore intensa, divenuta parte integrante della narrazione popolare del nostro paese, un sentimento senza fine, appunto, come la melodia di una delle loro canzoni più celebri.
Gli ultimi desideri dell'artista
Per quanto riguarda le sue volontà estreme, si parla di una cerimonia intima e raccolta, lontana dai riflettori, che rispecchi la riservatezza della sua ultima fase di vita. La sua scomparsa, che ha riempito di tristezza una intera generazione di appassionati, lascia però in eredità un patrimonio di melodie e di emozioni che continuerà a vivere, ben oltre il tempo concesso, attraverso le sue incisioni. La sua musica, del resto, è sempre stata un faro di eleganza e di profondità, capace di parlare a tutti, di toccare le corde più intime dell'animo umano, e di restare, appunto, senza fine.




