Il ministro Crosetto rientra da Dubai con un volo militare pagato di tasca sua, opposizione all’attacco: “Governo tagliato fuori”
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Redazione Interno
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Il titolare della Difesa Guido Crosetto è in queste ore in volo verso l’Italia, dopo essere rimasto bloccato a Dubai a causa dell’improvvisa escalation militare che ha visto gli Stati Uniti e Israele colpire l’Iran, con la conseguente risposta di Teheran che ha interessato anche gli Emirati Arabi Uniti. Una vicenda, quella del ministro sorpreso insieme alla sua famiglia in quella che si è trasformata in una zona di conflitto, che ha immediatamente innescato un acceso scontro politico, con le opposizioni che hanno puntato il dito contro la presunta marginalità dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sullo scacchiere internazionale. Il rientro di Crosetto, ha spiegato lo stesso ministro in una serie di messaggi pubblicati sul suo profilo X, avviene a bordo di un aereo militare, ma con una precisione non casuale: il volo è stato integralmente pagato di tasca sua, anzi, come ha tenuto a sottolineare, ha bonificato al trentunesimo stormo di Ciampino una cifra tripla rispetto alla tariffa prevista per gli ospiti dei voli di Stato, un gesto volto a tacitare preventivamente qualsiasi critica sull’utilizzo di mezzi pubblici per il suo rientro personale. La famiglia del ministro, invece, è rimasta a Dubai, una scelta, questa, dettata dalla volontà di non esporre i propri cari a ulteriori rischi in un viaggio che, nelle attuali condizioni, avrebbe potuto presentare delle criticità, e Crosetto ha tenuto a precisare di essersi sincerato personalmente che per loro non ci fossero pericoli imminenti al di là della "nefasta casualità" degli eventi bellici.
La posizione del ministro della Difesa, e più in generale del governo italiano, è stata al centro di una bordata politica arrivata direttamente dai leader del centrosinistra. Giuseppe Conte, presidente del Movimento Cinque Stelle, ed Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, hanno utilizzato l’episodio di Crosetto per attaccare l’esecutivo, sollevando più di un dubbio sui canali di comunicazione tra Italia e alleati. I due esponenti dell’opposizione hanno sottolineato come il governo non fosse stato informato in anticipo dell’attacco all’Iran, una circostanza che, secondo la loro ricostruzione, minerebbe la presunta solidità del rapporto personale che Meloni avrebbe costruito con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tornato alla Casa Bianca. “Abbiamo scoperto che il nostro ministro della Difesa si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, del tutto inconsapevolmente sotto i missili che gli cadevano in testa”, ha dichiarato Conte, mentre Schlein ha rincarato la dose affermando che la mancata comunicazione dimostra come l’Italia non sia affatto un interlocutore ascoltato e rispettato, bensì un alleato di serie B, e di non sentirsi per nulla tutelata dall’azione di questo governo in una fase così delicata per gli equilibri mediorientali.
Il questore di Roma bloccato e le polemiche sulla mancata informativa
Mentre Crosetto faceva ritorno a Roma, si è appreso che non è l’unico rappresentante delle istituzioni italiane a trovarsi in difficoltà negli Emirati. Anche il questore di Roma, Roberto Massucci, è rimasto bloccato a Dubai, dove si trovava per motivi personali, e come il ministro sta seguendo a distanza, grazie ai contatti costanti con la sua squadra, l’evoluzione delle dinamiche legate alla sicurezza nella capitale. La coincidenza ha ulteriormente alimentato il dibattito, con l’opposizione che ha visto in questi episodi la metafora di un esecutivo colto alla sprovvista e poco integrato nei circuiti decisionali che contano. Lo stesso Crosetto, difendendosi da quelle che ha definito “polemiche vergognose e basse”, ha respinto con forza ogni strumentalizzazione, spiegando che la sua presenza a Dubai, lungi dall’essere un impedimento, si è rivelata utile per gestire la crisi in corso, grazie ai contatti avuti con i colleghi europei e mediorientali e all’interlocuzione in programma con il Pentagono. Secondo la sua ricostruzione, nessuno poteva prevedere che la rappresaglia iraniana colpisse Dubai, dal momento che nelle crisi precedenti gli Emirati erano sempre stati esclusi dalle reazioni militari, ma questo non ha impedito ai suoi detrattori di sottolineare la mancanza di un’informativa preventiva da parte degli alleati, un vulnus che, secondo molti commentatori, avrebbe esposto anche altri connazionali, compresi circa duecento studenti italiani in gita scolastica, a ore di apprensione e incertezza negli hotel della città.




