Crans-Montana, Jessica Moretti chiede l'indennità per infortunio dopo l'incendio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A quasi un anno dal rogo che nella notte di Capodanno ha devastato il discobar Le Constellation a Crans-Montana, Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques, ha avviato una pratica per ottenere un'indennità giornaliera per infortunio. La richiesta si fonda sulla legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni, che prevede prestazioni economiche per la perdita di guadagno conseguente a danni alla salute legati a un incidente sul lavoro.

La pratica è al vaglio dell'assicurazione Zurich, che in una lettera inserita nel dossier dell'indagine ha chiesto alla Procura del Cantone del Vallese il nulla osta per l'eventuale versamento. Il permesso è stato accordato, come emerge dalle carte processuali.

Il quadro giudiziario della coppia

Jessica Moretti è sottoposta alla misura cautelare dell'obbligo di firma e deve rimanere nella sua abitazione di Lens. Il marito si trova in carcere dall'11 agosto con l'accusa di averla picchiata, e la custodia cautelare è stata prorogata dal tribunale almeno fino all'11 novembre. La coppia è indagata per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo in relazione alla tragedia.

La posizione dei due coniugi resta distinta da quella relativa alle presunte violenze domestiche, oggetto di un procedimento separato per il quale la Procura del Vallese ha disposto una perizia psichiatrica su Jacques Moretti, con l'obiettivo di valutare il rischio di recidiva in vista di un'eventuale scarcerazione.

Le regole sull'indennità giornaliera

La legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni prevede, per i lavoratori assicurati, un'indennità giornaliera in caso di incapacità lavorativa dovuta a un infortunio. Quando l'incapacità è totale, la prestazione corrisponde all'80 per cento del guadagno assicurato. Nel caso specifico, la richiesta fa riferimento all'evento del 1° gennaio 2026 e alle conseguenze sulla salute riportate dalla donna.

Nella lettera indirizzata alla magistratura, Zurich ha chiesto se le eventuali indennità debbano essere versate sul conto indicato dall'assicurata o se debbano invece essere corrisposte alla Procura, dal momento che i conti della donna risultano attualmente bloccati. I magistrati hanno replicato chiedendo di comunicare il tipo di indennità giornaliere che si intende riconoscere e il relativo fondamento normativo.

Il sostegno alle vittime della strage

Parallelamente all'inchiesta penale, il Parlamento federale ha approvato una legge urgente per sostenere le vittime dell'incendio. Il provvedimento prevede un contributo unico di solidarietà di 50.000 franchi per ogni persona deceduta o gravemente ferita, intendendo come tale chi ha dovuto trascorrere almeno una notte in ospedale. Il Cantone del Vallese è incaricato di determinare gli aventi diritto e di versare i contributi, mentre la Confederazione rimborsa le somme erogate. La legge è entrata in vigore il 21 marzo 2026 e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2040.

Il testo prevede inoltre un diritto di regresso della Confederazione nei confronti degli autori del danno, con surrogazione nei diritti delle vittime e dei loro congiunti.

I timori segnalati alla polizia cantonale

In un rapporto della polizia cantonale incaricata di sorvegliare il rispetto delle restrizioni imposte a Jessica Moretti, viene segnalato che la donna ha espresso timori in vista delle festività di fine anno e dell'anniversario del rogo. Secondo quanto riportato nel documento, la Moretti ritiene che i media torneranno a occuparsi intensamente della vicenda e teme eventuali atti isolati da parte dei parenti delle vittime. Il bilancio della tragedia resta quello di 41 persone decedute e 115 ferite, molte delle quali giovani.

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