Giusy Buscemi in Valentino a Bologna, lo stesso look di Monica Bellucci: «imparare a essere coerente è stata la sfida più grande»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un filo invisibile, eppure nitido come una sequenza cinematografica, che lega Giusy Buscemi a Monica Bellucci. Quel filo – scoperto per caso o forse no – si è materializzato a Bologna, durante la première di “...e Dio perdona tutti”, il nuovo film di Pif. L’attrice siciliana, che proprio in queste settimane sta attraversando l’Italia per presentare la pellicola, è apparsa nella città felsinea indossando un abito Valentino identico a quello già sfoggiato da Monica Bellucci per un servizio di Vogue Italia. Un dettaglio non marginale, perché nel mondo della moda e dell’immagine pubblica la ripetizione di uno stesso capo iconico non è mai casuale: diventa piuttosto una dichiarazione di appartenenza a un certo immaginario estetico, fatto di eleganza misurata e di consapevolezza.
La stessa Buscemi, del resto, ha raccontato che «imparare a essere coerente è stata la sfida più grande». Una frase che pesa quasi come un’anticipazione del personaggio che interpreta nel film o, forse, come una riflessione più intima sul proprio percorso professionale e personale. Perché la coerenza – lo si capisce bene ascoltandola – non è mai un punto di partenza, bensì un approdo faticoso, costruito giorno dopo giorno tra scelte di copione, look pubblici e relazioni private.
Un agente immobiliare, i dolci siciliani e l’incontro con l’anima gemella
Nel film di Pif, il cui titolo completo è “...che Dio perdona a tutti”, la storia ruota attorno ad Arturo. Costui è un agente immobiliare palermitano, pressoché infallibile nel mestiere ma clamorosamente in difficoltà nella vita sentimentale. Vive da solo, piuttosto sfiduciato, e coltiva un’unica passione che non lo tradisce mai: i dolci. Cassate, cassatine, cannoli, choux, sfinci di San Giuseppe, iris fritte o al forno, gelo di mellone e perfino i pupi di zucchero. Se Nanni Moretti, anni fa, sognava un film su un pasticciere trotzkista, Pif ci riesce meglio: infila un catalogo quasi esaustivo della pasticceria siciliana dentro la vita di un uomo la cui ambizione principale sembra ridursi a gustarsi quel catalogo di meraviglie.
La svolta, prevedibilmente, arriva quando Arturo incontra quella che ritiene senza alcun dubbio la sua anima gemella. Da lì – tra una sfoglia e un cannolo ripieno al momento – si sviluppa una commedia dai toni agrodolci, che Pif ha voluto fortemente per il periodo pasquale. «Il film giusto per Pasqua», lo definiscono gli addetti ai lavori, e in effetti l’atmosfera di rinascita e di condivisione conviviale che si respira nelle sale sembra sposarsi bene con il rituale collettivo della colazione e della merenda pasquale.
Il tour siciliano: da Menfi a Sciacca, passando per Palermo
Il calendario delle presentazioni dal vivo è fitto. Subito dopo l’annunciato incontro al centro civico di Menfi – paese natale di Giusy Buscemi – i due protagonisti si sposteranno a Sciacca. L’appuntamento è per martedì 7 aprile, alle ore 18, presso la Multisala Badia Grande. A volere questa tappa è stato il patron della struttura, Sino Caracappa, con l’obiettivo di offrire al pubblico locale la possibilità di ascoltare dal vivo le ragioni di un inedito sodalizio artistico tra Pierfrancesco Diliberto – questo il vero nome di Pif – e l’attrice mefitana.
Ma non finisce qui. Lunedì, giorno di Pasquetta, Pif sarà a Palermo con un vero e proprio tour che toccherà cinque sale cinematografiche in rapida successione. Accanto a lui, ancora una volta, Giusy Buscemi. L’itinerario prevede le 16.30 al cinema Aurora, le 17.30 all’Ariston, le 18.30 al Metropolitan, le 19.30 al King e infine le 20.30 al Tiffany. Una maratona serrata, pensata per salutare il pubblico palermitano prima della proiezione e per rispondere a quelle domande che – come sempre accade in questi casi – spaziano dalla genesi del copione ai retroscena del set.
La cronaca nera non c’entra, ma l’inchiesta sul set sì
Va detto, per completezza di informazione, che il film di Pif non appartiene al genere della cronaca nera. Non vi si trovano delitti efferati né ricostruzioni giudiziarie. Tuttavia, proprio perché il regista palermitano ha costruito la sua notorietà anche su inchieste ironiche e dissacranti – basti pensare ai suoi esordi televisivi – c’è un’attenzione particolare degli uffici legali della produzione su alcuni passaggi della sceneggiatura. Nulla di clamoroso, sia chiaro. Semplicemente, alcune situazioni legate all’abusivismo edilizio e alle compravendite immobiliari (mestiere del protagonista) sono state verificate con cura per evitare riferimenti diretti a procedimenti penali in corso in Sicilia. Nessun nome è stato fatto, nessuna carica è stata chiamata in causa. Ma chi conosce il modus operandi di Pif sa che dietro una commedia apparentemente leggera si nasconde spesso un lavoro certosino di documentazione.




