Raffica di missili russi su Kiev, e la crisi del carburante stringe la morsa anche in Russia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un'ondata di missili balistici si è abbattuta su Kiev nel cuore della notte, scuotendo la capitale ucraina con una serie di esplosioni che hanno impresso il loro segno sugli edifici e seminato il panico tra i residenti. Secondo le prime ricostruzioni, almeno tre ordigni del tipo Iskander-M avrebbero centrato l'area urbana, anche se talune fonti parlano di cinque missili lanciati contro la città.

Le difese aeree, tuttavia, sono riuscite a intercettare e abbattere due di quei proiettili, grazie all'intervento dei sistemi Patriot che hanno tentato di limitare i danni di un attacco che, per intensità e tempistica, sembra aver colto molti di sorpresa. Dalle prime luci dell'alba, due imponenti colonne di fumo nero si sono levate dal cielo, visibili a chilometri di distanza e testimonianza della violenza dell'azione offensiva russa.

La crisi del carburante e le code ai distributori

Mentre i missili colpivano Kiev, a Mosca il presidente Vladimir Putin si trovava a fare i conti con un problema che, per quanto meno letale, sta mettendo a dura prova la tenuta sociale del paese: la carenza di carburante, che ha generato code chilometriche davanti ai distributori e ha costretto il Cremlino a convocare una riunione d'emergenza con i vertici del governo e del settore energetico.

"Purtroppo ci sono ancora code alle stazioni di servizio", ha ammesso il leader russo, cercando di rassicurare la popolazione sull'impegno di una task force che, senza sosta, sta lavorando per incrementare le scorte disponibili, calmierare i prezzi e assicurare le forniture alle attività giudicate prioritarie.

Il nodo centrale, in questo frangente, è rappresentato dal comparto agricolo, strategico per l'economia nazionale e per gli equilibri interni; l'eventualità che la penuria di benzina possa compromettere la prossima stagione di raccolta è un'evenienza che preoccupa non poco il Cremlino, tanto che lo stesso Putin ha paventato l'ipotesi di un blocco dell'export qualora la situazione non dovesse normalizzarsi in tempi brevi.

L'impatto degli attacchi ucraini sulle infrastrutture russe

La crisi del carburante non è, peraltro, un fenomeno spontaneo, bensì la diretta conseguenza degli attacchi sistematici che l'Ucraina sta portando avanti contro le infrastrutture di rifornimento russe, colpendo depositi, oleodotti e snodi logistici che riforniscono l'enorme macchina bellica messa in campo da Mosca.

A questa prima causa si aggiunge l'interruzione delle rotte di approvvigionamento verso la Crimea occupata, un territorio che rappresenta un hub nevralgico per le operazioni militari nel sud del paese e la cui parziale isolazione ha innescato ulteriori pressioni sull'intera catena logistica del carburante, già messa a dura prova dalle sanzioni e dalla necessità di alimentare i droni d'attacco Shahed.

Questi ultimi, utilizzati in massa contro le città e le infrastrutture ucraine, consumano centinaia di migliaia di litri di carburante al giorno, un fabbisogno che sta entrando in competizione con le esigenze civili e che ha contribuito a creare quella strozzura che si traduce, quotidianamente, in chilometri di auto in coda davanti ai distributori.

Putin e le possibili risposte al fallimento militare

L'evidente difficoltà in cui versa la campagna militare russa, acuita dalla crescente efficacia degli attacchi con droni da parte di Kiev che vanno a colpire sempre più a fondo il sistema energetico e militare nemico, solleva un interrogativo che aleggia tra gli analisti e gli osservatori internazionali: quali saranno le prossime mosse di Vladimir Putin?

Le speculazioni, in proposito, si sprecano e vanno dalla possibilità di una mobilitazione di massa, che inevitabilmente finirebbe per intaccare gli equilibri già precari della società russa, all'eventualità che il presidente, messo alle strette da un conflitto che non accenna a risolversi, possa ricorrere alla minaccia dell'arma atomica per ristabilire un rapporto di forza che appare sempre più sfavorevole.

In questo scenario di crescente tensione, la duplice emergenza – quella militare, che si manifesta con i raid missilistici su Kiev, e quella interna, legata alla penuria di benzina – si intrecciano indissolubilmente, disegnando un quadro di fragilità che potrebbe avere ripercussioni imprevedibili sull'evoluzione del conflitto e sulla tenuta del regime.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.