Garofano lascia lo studio tv dopo lo scontro con De Rensis e torna ai suoi affari immobiliari a Parma
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Redazione Interno
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L’ex comandante dei Ris di Parma, generale Luciano Garofano, ha lasciato lo studio televisivo di “Storie Italiane” prima della conclusione della trasmissione, dopo un acceso confronto con l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi. Al centro della lite, andata in onda su Rai 1 nella puntata del primo ottobre, le nuove polemiche sul caso Garlasco e sulla gestione delle analisi del Dna sui pedali della bicicletta di Stasi nel 2007.
Il botta e risposta in diretta
La tensione è salita rapidamente quando De Rensis ha ironizzato sullo stile espositivo di Garofano, definendolo caratterizzato dalla “tecnica dell’esposizione anestetizzata”, un modo di parlare che secondo il legale sottraeva tempo agli altri ospiti. Il generale ha reagito con durezza: “Lei spara fuochi d’artificio che non corrispondono alla realtà, anzi li plasma a seconda del suo obiettivo. Abbia il coraggio di raccontare la verità, non strumentalizzi, si svegli invece di fare queste squallide dimostrazioni della sua debolezza”.
A quel punto De Rensis si è rivolto direttamente alla conduttrice Eleonora Daniele, chiedendo un intervento: “Io non ho mai fatto questo in un anno e mezzo, io non mi faccio etichettare così. O lei lo gestisce o me ne vado. C’è una persona che manca di rispetto”. Alla fine è stato Garofano ad abbandonare lo studio, non prima di aver rivolto al legale un’ultima battuta: “Spero che anche lei arrivi alla pensione”.
Le accuse della Procura e la difesa del generale
La nuova inchiesta della Procura di Pavia ha riacceso i riflettori sul lavoro svolto dai Ris nel 2007. Secondo quanto emerso dalla chiusura delle indagini su Andrea Sempio, dai dati grezzi consegnati dal Ris nel novembre 2025 sarebbero risultate due corse elettroforetiche datate 20 settembre 2007 con esito totalmente negativo sul campione prelevato dai pedali della bici. Il giorno precedente, sul medesimo campione, era stato ottenuto il risultato che attribuiva il profilo genetico alla vittima Chiara Poggi.
Di quelle contro-analisi, secondo la Procura, non si è trovata traccia negli atti del procedimento a carico di Stasi.
Garofano ha respinto ogni addebito, sostenendo che “il Ris non ha omesso, non ha nascosto, non ha depistato” e che “il profilo di Chiara su quei pedali c’era e nessuno lo può cancellare”. Ha inoltre precisato di non aver materialmente eseguito le analisi e di riporre piena fiducia nell’onestà dei suoi collaboratori, ricordando che gli accertamenti scientifici si svolsero alla presenza dei consulenti di parte.
L’attività immobiliare a Parma
Lontano dalle telecamere, l’ex generale ha avviato da qualche anno una nuova attività imprenditoriale nella sua Parma. Nel 2021 ha fondato la Servizi Forensi srl, una società che nonostante il nome si occupa di “locazione immobiliare di beni propri o in leasing” e che è diventata una sorta di “Garofano real estate”. La sede legale si trova nel quartiere Montanara, dove il generale possiede anche la propria abitazione.
Attraverso la Servizi Forensi, Garofano ha acquistato in una palazzina di recente costruzione un appartamento uso ufficio, un box auto e una cantina, mettendoli subito a reddito. I numeri dell’ultimo bilancio approvato indicano ricavi per 143.040 euro, in crescita rispetto ai 113.879 euro dell’esercizio precedente, con un utile salito da 22.737 a 30.586 euro. Nell’assemblea che ha approvato i conti, il generale ha ricoperto sia la carica di azionista unico sia quella di amministratore.
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