Il rebus di Milano per gli aspiranti medici, esami di riparazione per 230 studenti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A Milano, il semestre filtro ha prodotto i suoi primi selezionati, ma ha lasciato dietro di sé una scia di difficoltà che le università sono ora chiamate a gestire. Mentre i 556 posti disponibili per i corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria negli atenei milanesi saranno tutti coperti, il percorso per molti non è stato affatto lineare. Ieri, 422 aspiranti camici bianchi, quelli che hanno superato con almeno 18 tutti e tre gli esami di Chimica, Fisica e Biologia, hanno potuto formalizzare l'immatricolazione, lasciandosi finalmente alle spalle quella fase iniziale che, introdotta dalla ministra Anna Maria Bernini, doveva fungere da setaccio. Settanta di loro, del resto, si erano già iscritti in mattinata, mentre le procedure sono proseguite fino a tarda sera per gli altri, segnando l'inizio ufficiale della loro carriera universitaria.
La strada alternativa del recupero
Per una parte significativa di studenti, tuttavia, la strada si è immediatamente biforcata. Sono infatti 230 coloro che, non avendo superato in pieno le prove del primo semestre, dovranno ora affrontare degli esami di riparazione organizzati dall'Università Statale, la quale prepara appelli di recupero non solo per i futuri medici, ma anche per gli studenti di Odontoiatria e Veterinaria. Senza questo correttivo, messo in campo dopo le aspre polemiche seguite alla difficoltà percepita come eccessiva dei test, oltre duecento posti sarebbero rimasti inevitabilmente vuoti, un esito che avrebbe reso vano l'obiettivo del numero programmato. La maggior parte degli aspiranti, come emerso dalle graduatorie pubblicate dopo la conclusione di quel periodo, dovrà optare per un percorso di studio diverso.
Un fenomeno che oltrepassa i confini lombardi
La questione del semestre filtro, con le sue prove giudicate da molti "praticamente impossibili", non è rimasta confinata alla sola Milano. Anche l'Università di Firenze, ad esempio, ha avviato delle misure simili per gestire le conseguenze della selezione. L'ateneo toscano ha infatti dato il via a corsi specifici per il recupero dei crediti, dedicati a quegli studenti che, dopo aver partecipato alle prove del semestre aperto per Medicina e Chirurgia e per Odontoiatria, non sono riusciti a entrare in graduatoria. In programma, oltre alle lezioni, c'è anche un webinar informativo rivolto proprio a coloro che non sono riusciti a superare la prima, ardua selezione.
Il bilanciamento tra selezione e formazione
La vicenda evidenzia il delicato equilibrio che le istituzioni accademiche devono trovare tra l'esigenza di una selezione rigorosa, finalizzata a garantire standard elevati in professioni di vitale importanza, e il rischio di creare ostacoli insormontabili che finiscano per disperdere talenti potenziali. La risposta immediata, rappresentata dai corsi di recupero, cerca di porre un rimedio a quella che era stata percepita come una débâcle, offrendo una seconda chance. Rimane il fatto che il metodo di selezione, attraverso quel primo semestre così denso e impegnativo, continua a dividere, dimostrando come la ricerca della formula perfetta per formare i medici del futuro sia un processo complesso e tutt'altro che concluso.




