Guerra Usa-Iran, la fregata Bergamini scorta il mercantile Jolly Oro a Bab el Mandeb

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La fregata Carlo Bergamini della Marina Militare italiana ha accompagnato il mercantile Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., durante il transito verso nord dello Stretto di Bab el-Mandeb. L'attività, condotta nell'ambito dell'operazione navale europea Eunavfor Aspides, rientra nei compiti affidati alle forze navali impegnate nella protezione della navigazione commerciale nel Mar Rosso e nelle acque circostanti.

Secondo quanto riferito dalla Marina Militare, si è trattato di un segnale concreto dell'importanza di mantenere alta l'attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale in un'area caratterizzata da persistenti rischi per i traffici marittimi.

Lo Stretto di Bab el-Mandeb separa lo Yemen, sulla sponda asiatica, da Gibuti ed Eritrea, sul versante africano, e collega il Golfo di Aden al Mar Rosso, costituendo la porta meridionale della rotta che conduce attraverso il Canale di Suez verso il Mediterraneo. La sua rilevanza strategica si intreccia con le tensioni che coinvolgono l'Arabia Saudita, esposta a crescenti pressioni sulle proprie vie di esportazione del greggio.

Dopo che il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha compromesso il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, Riad ha cercato di ridurre la propria dipendenza da quella rotta utilizzando l'oleodotto Est-Ovest, che convoglia il petrolio verso il porto di Yanbu sul Mar Rosso. Tale percorso è però finito a sua volta sotto pressione: gli Houthi hanno annunciato a luglio un divieto marittimo per le navi saudite in transito a Bab el-Mandeb e hanno rivendicato attacchi contro obiettivi sul territorio del Regno, comprese infrastrutture petrolifere.

Il ministero dell'Energia saudita ha reso noto che l'oleodotto Est-Ovest è stato colpito in più occasioni nelle regioni di Riyadh e Medina, con feriti, ed è stato successivamente chiuso in via precauzionale.

Sullo sfondo di queste tensioni, l'amministrazione Trump ha approvato una potenziale vendita multimiliardaria di caccia F-35 Lightning II all'Arabia Saudita. Il Dipartimento di Stato ha annunciato la proposta relativa al più avanzato aereo da combattimento americano e alle relative attrezzature, per un valore stimato di 24,3 miliardi di dollari. L'accordo prevede 48 velivoli e 49 motori della Pratt & Whitney, oltre a sistemi di comunicazione, parti di ricambio e altro materiale di supporto.

La vendita richiede ancora l'approvazione del Congresso, dove alcuni membri hanno espresso riserve sull'approfondimento della cooperazione militare con il Regno, anche in considerazione dei suoi legami con la Cina. Il Dipartimento di Stato ha sostenuto che l'operazione non modificherà l'equilibrio militare regionale, in linea con la politica statunitense che garantisce a Israele la superiorità militare sui potenziali avversari.

Sul fronte israeliano, Sufian Abu Zaida, ex ministro dell'Autorità Nazionale Palestinese originario di Gaza, ha affermato in un video pubblicato su Facebook di essere stato la fonte che trasmise ai servizi di intelligence israeliani un avvertimento da parte di Yahya Sinwar prima dell'attacco del 7 ottobre 2023. Secondo il suo racconto, l'allora leader di Hamas intendeva provocare un "terremoto" qualora fossero falliti i negoziati in corso con Gerusalemme per un accordo a lungo termine.

Abu Zaida, che ha ricoperto in passato l'incarico di ministro per gli Affari dei Detenuti e fa parte di una fazione di Fatah che sostiene Mohammed Dahlan, ha confermato di aver svolto il ruolo di intermediario e di aver trasmesso un messaggio che Sinwar gli aveva chiesto di far pervenire a Israele.

L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto le rivelazioni definendole "una menzogna totale", sostenendo che il premier non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da lui.

Il presidente americano Donald Trump, in un'intervista a NewsNation, ha dichiarato che l'Iran sta cercando di raggiungere un accordo con gli Stati Uniti nel contesto del conflitto in corso. "In questo momento, vogliono concludere un accordo", ha affermato, precisando che se l'intesa non fosse adeguata non la prenderebbe nemmeno in considerazione. Trump ha anche ribadito che l'Iran non avrà armi nucleari e che, una volta terminata la guerra, i prezzi della benzina torneranno ai livelli precedenti o addirittura inferiori.

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