"Sul no al riarmo io sto con Schlein": il Pd diviso sulla difesa comune
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Redazione Interno
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Il Partito democratico, da tempo alle prese con tensioni interne che ne minano l’unità, si trova ancora una volta a fare i conti con una frattura che sembra difficile ricomporre. Questa volta, il nodo cruciale è rappresentato dalla questione del riarmo europeo, un tema che ha acceso il dibattito tra i parlamentari e che ha visto la segretaria Elly Schlein schierarsi su una posizione netta, sostenuta da una parte della base, almeno a Roma.
La risoluzione ReArm EU, proposta dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, prevede un pacchetto di investimenti da 800 miliardi di euro per il riarmo continentale, una cifra che ha sollevato non poche perplessità all’interno del Pd. Schlein, da sempre vicina a temi come la pace e il disarmo, ha espresso un chiaro dissenso, sottolineando come la difesa comune non debba tradursi in un mero riarmo dei singoli Stati membri. «Chiediamo investimenti comuni – ha dichiarato – per affrontare le sfide globali, dall’innovazione digitale alla transizione ecologica. Se non agiamo insieme come Unione, nessuno dei nostri Stati potrà competere con potenze come Stati Uniti e Cina».
Tuttavia, non tutti nel partito condividono questa visione. Alessandro Alfieri, esponente di spicco del Pd, ha espresso una posizione diversa, sostenendo che per tornare a governare sia necessario farsi carico di temi spinosi come la difesa comune. «Investire in questo settore – ha affermato – è l’unico modo per garantire una pace duratura in Europa. La credibilità del partito si misura anche su questi fronti».
La divisione emersa in occasione del voto al Parlamento europeo ha riacceso le polemiche, con alcuni che invocano un congresso straordinario e altri che criticano la linea della segretaria, ritenuta da alcuni troppo rigida. Enrico Luciani, segretario del Pd di Civitavecchia, ha ribadito la necessità di un partito unito, sottolineando come il recente voto abbia rappresentato un passaggio cruciale. «Avremmo dovuto dimostrare coesione attorno alla linea politica indicata da Schlein – ha dichiarato –, una linea che promuove la pace e cerca di preservare l’unità interna attraverso una mediazione di alto profilo».




