Corona sfida il tribunale e riporta online "Falsissimo", nel mirino Scotti e Signorini

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Ignorando le diffide e l'ordine di rimozione emesso dal tribunale civile di Milano, Fabrizio Corona ha ripubblicato sul suo canale YouTube la puntata di "Falsissimo" che prenderebbe di mira alcuni volti di Mediaset, con un'attenzione particolare ad Alfonso Signorini. L'operazione, che segue di pochi giorni il provvedimento giudiziario, è stata compiuta aggiungendo del materiale inedito, riservato agli abbonati, nel quale le accuse si estenderebbero anche a Gerry Scotti, storico conduttore di "Chi vuol essere milionario?". Una mossa che, come sottolineato dall'avvocato difensore Ivano Chiesa intervenuto ai microfoni di Rai Radio 2, non sarebbe stata compiuta alla leggera, nonostante le attese azioni legali da parte della società televisiva.

La strategia dell'"aggiornamento" per eludere il divieto

La riproposizione del video, apparentemente identico a quello rimosso, si baserebbe su un escamotage tecnico: l'aggiunta di nuovi contenuti, presentati come prove inedite, mirerebbe a trasformare il prodotto in qualcosa di "diverso" da quello oggetto del decreto ingiuntivo. Questo approccio, che sembra voler sondare i limiti pratici dell'esecuzione di un provvedimento giudiziario nel mondo digitale, segue di poco l'annuncio trionfale dato dallo stesso Corona sui social, dove aveva promesso "nuove rivelazioni" e la pubblicazione integrale di quanto in suo possesso nonostante lo "stop". La questione, quindi, si sposta dal merito delle accuse, che toccherebbero la sfera privata degli interessati con una narrazione definita da alcuni come priva di reale interesse pubblico, ai confini della libertà di espressione online e all'efficacia delle ordinanze cautelari contro contenuti che possono essere facilmente rigenerati e riproposti.

La posizione della difesa tra attese azioni e calcolo

L'avvocato Chiesa, ospite del programma "Maschio Selvaggio", ha commentato la situazione con un tono che mescola la sfida alla cautela legale. Pur ammettendo di aspettarsi una replica giudiziaria "scatenata" da parte di Mediaset, ha voluto rimarcare come l'operato del suo assistito non sia dettato da impulsività. "Fabrizio Corona non è stupido come molti pensano", ha dichiarato, lasciando intendere che ogni mossa rientrerebbe in una strategia valutata. Questa posizione evidenzia come il caso stia assumendo i contorni di un duello legale e mediatico più ampio, dove la pubblicazione di video diventa l'atto iniziale di un contenzioso destinato a svolgersi in aula, con le parti pronte a sostenere rispettivamente il diritto di cronaca o il diritto alla protezione della propria immagine e vita privata.

Il format che rinasce dalle proprie ceneri

L'episodio dimostra la resilienza di contenuti web soggetti a rimozione forzata e la capacità di un personaggio controverso di mantenere alta l'attenzione mediatica trasformando ogni intoppo giudiziario in un'occasione per rilanciare la propria narrazione. La promessa di "nuove prove" e la pubblicazione stasera di "tutto", infatti, alimentano direttamente il meccanismo del format stesso, che si nutre di suspense e di scontro con i soggetti presi di mira. La vicenda, al di là dei singoli protagonisti, delinea un paradigma in cui l'intervento della magistratura, invece di chiudere definitivamente la questione, rischia involontariamente di innescare nuovi cicli di pubblicazione e di attenzione, spostando il dibattito dalla veridicità delle affermazioni alle procedure per silenziarle.

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