Prato, l'ombra di altri delitti dietro la confessione del killer delle escort
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Redazione Interno
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Vasile Frumuzache, il 32enne romeno già guardia giurata e ora reo confesso per i femminicidi di Denisa Paun e Ana Maria Andrei, potrebbe nascondere un passato più oscuro di quanto emerso finora. Le indagini della procura di Prato, che hanno preso le mosse dalla scoperta dei corpi delle due escort – la prima trovata a Montecatini Terme, l’altra nella provincia pratese – si stanno allargando a possibili ulteriori omicidi.
Dalle perquisizioni nella sua abitazione a Monsummano Terme, dove l’uomo risiedeva prima dell’arresto, sono emersi elementi che lasciano supporre il coinvolgimento in altre sparizioni, soprattutto di donne romene dedite alla prostituzione. Gli inquirenti stanno confrontando i tabulati telefonici di Frumuzache, analizzando sette anni di traffico da e verso i numeri a sua disposizione, per verificare contatti con vittime potenziali. Non si esclude che il caso possa assumere i contorni di una serie di delitti seriali, tanto più che l’uomo ha vissuto anche in Sicilia prima di trasferirsi in Toscana nel 2022, ampliando il raggio delle ricerche.
Intanto, la vicenda giudiziaria ha conosciuto un episodio violento: Frumuzache è stato aggredito nel carcere pratese della Dogaia da altri detenuti, tutti rumeni, che gli hanno gettato olio bollente sul volto, provocandogli ustioni di primo e secondo grado. Un attacco che, seppur gravissimo, non ha interrotto il flusso degli accertamenti.




