Ucraina, nuovi attacchi russi su Kiev e Odessa. Zuppi in missione a Mosca incontra i prigionieri

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La notte tra il 30 settembre e il primo ottobre è stata segnata da una nuova ondata di attacchi russi contro diverse città ucraine. Secondo il comando dell'Aeronautica militare di Kiev, la Russia ha lanciato 107 droni, di cui 87 sono stati abbattuti dalle difese aeree ucraine.

A Kiev, un uomo è rimasto ferito e si sono registrati danni in almeno tre quartieri della capitale: nel distretto di Solomianskyi un incendio ha interessato il primo piano di un edificio residenziale di 16 piani e alcune auto parcheggiate, nel distretto di Obolonskyi le fiamme hanno coinvolto un magazzino, mentre nel distretto di Pecherskyi sono caduti detriti in un'area aperta.

Danni alle infrastrutture nel sud del Paese

A Odessa, l'attacco ha danneggiato un centro direzionale: il tetto e le facciate di due edifici sono stati colpiti, l'onda d'urto ha infranto i vetri e parzialmente distrutto i muri del quinto piano, provocando un incendio e il ferimento di una persona.

Il ministero della Difesa russo ha rivendicato gli attacchi, sostenendo di aver colpito un centro logistico a Kiev dove sarebbe stato allestito un laboratorio per la produzione di droni navali, un data center a Odessa utilizzato per l'elaborazione di informazioni di intelligence e una nave mercantile nel porto di Chornomorsk con a bordo materiale militare.

La missione umanitaria del cardinale Zuppi

Mentre proseguono le ostilità, il cardinale Matteo Zuppi, inviato speciale del Papa per le questioni umanitarie, ha concluso oggi una missione di tre giorni a Mosca, la terza dopo quelle del 2023 e del 2024. Durante la visita, l'inviato vaticano ha incontrato Yuri Ushakov, consigliere del presidente Vladimir Putin per la politica estera, accompagnato da due vice ministri, e ha avuto modo di parlare personalmente con alcuni prigionieri di guerra ucraini.

«Ho potuto parlare personalmente con alcuni dei prigionieri, per verificarne le condizioni e portare loro il sostegno, la vicinanza e l'accompagnamento di Papa Leone, nella speranza che presto possano tornare nelle loro case», ha dichiarato Zuppi, che durante una visita in Ucraina, nel luglio scorso, aveva potuto incontrare alcuni prigionieri russi.

Il porporato ha spiegato che uno degli obiettivi del suo viaggio era proprio quello di favorire lo scambio dei detenuti e che durante i colloqui con le autorità russe sono state esaminate «le soluzioni possibili per limitare le conseguenze terribili sulla popolazione e aiutare il più possibile a metterla in condizioni di sicurezza, anche in questo caso soprattutto i bambini».

Le tensioni tra Mosca e la Nato

Sul fronte diplomatico, la Russia ha inviato alla Nato un documento informale per protestare contro quella che definisce una linea «avventurista e irresponsabile» dell'Alleanza, accusandola di condurre esercitazioni volte a simulare «l'isolamento» dell'exclave di Kaliningrad e sostenendo che tali attività aumentano «notevolmente i rischi di uno scontro armato diretto». Nella missiva, Mosca si dichiara pronta a ricorrere «all'intero arsenale di armi a sua disposizione» per difendere il proprio territorio.

La portavoce della Nato, Allison Hart, ha confermato la ricezione del documento e la risposta dell'Alleanza, ribadendo che «nessuna delle nostre attività o esercitazioni rappresenta un rischio per alcuna parte del territorio russo» e condannando «la minaccia dell'uso della forza, compresa qualsiasi retorica nucleare irresponsabile».

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, a margine del Valdai International Discussion Club, ha affermato che «l'Europa sta senz'altro conducendo una guerra contro di noi», mentre la Nato ha respinto le accuse di campagne ibride definendole «infondate».

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