Cuba nel buio totale, collassa la rete elettrica: è il terzo blackout generale del 2025
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Redazione Esteri
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L'intera isola di Cuba è piombata in un nuovo, drammatico blackout totale, con il sistema elettrico nazionale che è completamente collassato lasciando al buio milioni di cittadini in tutto il Paese. A dare la notizia è stata l'azienda elettrica statale Une, che ha parlato di una "disconnessione totale del sistema elettrico nazionale", specificando, seppur senza entrare nei dettagli, che sono in corso verifiche per accertare le cause precise del disastro.
Questo ennesimo crollo della rete rappresenta il terzo blackout generale che colpisce l'isola dall'inizio dell'anno e l'ottavo, se si considera il periodo che va dalla fine del 2024 a oggi.
I numeri di un'emergenza senza precedenti
La crisi energetica ha raggiunto livelli mai visti prima, come confermano le proiezioni diffuse dalla stessa Unione elettrica, secondo cui nelle ore di massimo consumo è restata senza corrente il 72% dell'isola, una percentuale che rappresenta il record assoluto dalla nascita dell'ente. Per avere un'idea della gravità del momento, basti pensare che nelle ore di punta era disponibile una capacità di generazione di appena 1.000 megawatt, mentre la domanda stimata si attestava intorno ai 3.100 megawatt, con un deficit di 2.200 megawatt che, secondo le stime, potrebbe addirittura raggiungere i 2.230 megawatt. Si tratta di numeri che dipingono un quadro di estrema fragilità per un'infrastruttura ormai al collasso, incapace di reggere il confronto con il fabbisogno energetico della popolazione.
Il racconto dalla provincia: solo tre ore di luce al giorno
La drammaticità della situazione emerge con chiarezza dal racconto di chi vive quotidianamente questa emergenza, come don Carlo Doneda, missionario Fidei Donum ambrosiano che opera come parroco a Baire, nei pressi di Santiago di Cuba. Don Carlo descrive una realtà in cui l'elettricità viene garantita soltanto per tre ore durante la notte e altre tre durante il giorno, un'alternanza che trasforma la vita quotidiana in una sfida continua, paralizzando di fatto i servizi essenziali come gli ospedali e le scuole.
La mancanza di corrente, spiega il missionario, non solo impedisce il funzionamento delle apparecchiature mediche ma rende anche difficoltoso il raggiungimento degli istituti scolastici, visto che l'assenza totale di trasporti pubblici e la paralisi dei mezzi privati impediscono a professori e alunni di mettersi in viaggio, con conseguenze devastanti sul piano sociale e sanitario.
Le radici di una crisi profonda
Il collasso energetico che attanaglia Cuba non è un fenomeno improvviso ma affonda le radici in anni di incuria e mancati investimenti, con lo stato vetusto delle centrali e dell'intera infrastruttura di distribuzione che rappresenta un problema strutturale noto da tempo.
Tuttavia, la situazione è precipitata a partire dallo scorso gennaio, quando l'inasprimento dell'embargo petrolifero da parte degli Stati Uniti ha ulteriormente aggravato la capacità di approvvigionamento di carburanti e pezzi di ricambio, una misura quest'ultima che le Nazioni Unite hanno più volte definito contraria al diritto internazionale e che finisce per pesare in modo schiacciante sulla vita di milioni di civili.
Con l'ottavo blackout generale dall'autunno del 2024, l'isola si trova così a fare i conti con una delle peggiori crisi energetiche della sua storia recente, una situazione che non accenna a risolversi e che tiene con il fiato sospeso un intero popolo ormai abituato a convivere con l'incertezza della corrente elettrica.
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