Cuba di nuovo al buio: collassa la rete elettrica per la sesta volta nel 2026, l’ambasciata Usa mette in guardia i cittadini
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Redazione Esteri
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L'isola di Cuba è stata nuovamente gettata nell'oscurità a causa di un ennesimo, devastante collasso della rete elettrica nazionale. Il blackout, che ha interessato gran parte del territorio cubano e in particolare i quartieri dell'Avana, si è verificato nella serata di domenica ed è l'episodio più recente di una crisi energetica che sembra non trovare tregua.
Le strade della capitale, prive di illuminazione pubblica, sono state percorse dai residenti in condizioni di visibilità quasi nulla, mentre il sistema elettrico, ormai al collasso, ha interrotto ogni servizio essenziale per milioni di persone. Le autorità locali hanno confermato la disconnessione totale del Sistema elettroenergetico nazionale a partire dalle 22.43, un orario che ormai segna con inquietante regolarità l'inizio dell'ennesima emergenza.
Il sesto blackout totale in sette mesi, il quarto in poche settimane
Secondo i dati ufficiali e le ricostruzioni della stampa internazionale, quello di domenica rappresenta il sesto guasto totale della rete elettrica cubana dall'inizio del 2026, con una frequenza che si è fatta particolarmente serrata nell'ultimo periodo: ben tre di questi collassi si sono verificati soltanto nel mese di luglio. Questo nuovo episodio si inserisce in una sequenza drammatica che sta mettendo a dura prova la popolazione, già stremata da cinque anni di grave recessione economica e da carenze strutturali croniche.
L'impianto di generazione distribuita, composto da centrali termoelettriche vetuste e da gruppi elettrogeni di piccola taglia, non riesce più a garantire la continuità del servizio, e ogni tentativo di ripristino della corrente si scontra con l'assenza di pezzi di ricambio e con il deterioramento accelerato delle infrastrutture, che ormai non reggono il carico della domanda, seppur ridotta rispetto agli standard degli anni precedenti.
La crisi dei carburanti e l’impatto dell’ordine esecutivo di Trump
Alla base di questi blackout a ripetizione vi è una combinazione letale di fattori endogeni ed esogeni, tra i quali spicca la carenza di combustibile liquido necessario per alimentare gli impianti di produzione. L'isola, che importa praticamente tutto il petrolio e i derivati che consuma, ha visto aggravarsi la propria situazione dopo l'ordine esecutivo firmato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha di fatto bloccato le importazioni di greggio verso il Paese, paralizzando le forniture e riducendo ulteriormente le già magre riserve.
Questa stretta, che rientra in una strategia di massima pressione economica, ha reso virtualmente impossibile per Cuba reperire sul mercato internazionale le quantità necessarie a far funzionare le centrali e a mantenere in esercizio le reti di distribuzione, provocando un effetto domino sull'intero sistema.
Le criticità negli approvvigionamenti, unite a un parco macchine obsoleto e a una manutenzione ordinaria che viene rimandata da anni, hanno creato un circolo vizioso per cui ogni piccola interruzione si trasforma rapidamente in un collasso generalizzato, senza che vi siano le riserve di carburante per effettuare un riavvio rapido delle turbine.
Allerta dell’ambasciata statunitense: sconsigliati i viaggi
La gravità della situazione ha spinto l'ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana a emettere un'allerta sicurezza senza precedenti, diffusa attraverso i canali social ufficiali, nella quale si avverte che tutti i cittadini statunitensi presenti sull'isola o che abbiano in programma un viaggio devono essere pienamente consapevoli dell'instabilità della rete elettrica e pianificare di conseguenza ogni aspetto del soggiorno.
La nota diplomatica sottolinea come il collasso energetico non sia un evento isolato ma una condizione strutturale, destinata a ripetersi con imprevedibile frequenza, e mette in guardia sui rischi connessi alla mancanza di illuminazione pubblica, all'interruzione dei servizi di comunicazione e alle difficoltà nel rifornimento di beni di prima necessità.
L'avvertimento arriva dopo che nelle ultime ore si sono susseguite scene di caos nelle strade dell'Avana, dove residenti e turisti si sono trovati a camminare al buio, e rappresenta il segnale più chiaro del deterioramento delle condizioni di sicurezza sull'isola, ormai reduce da interruzioni di corrente che non risparmiano nessun settore, dalla sanità alla distribuzione idrica.
Le autorità locali, nel frattempo, non hanno fornito previsioni certe sui tempi di ripristino dell'energia, limitandosi a comunicare che le squadre tecniche sono al lavoro per riconnettere il sistema, un'operazione che negli ultimi mesi ha richiesto sempre più tempo a causa della fragilità degli impianti e della scarsità di scorte di carburante per avviare i gruppi elettrogeni di riserva.
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