La frana di Petacciato spezza l’Italia in due: A14 e ferrovia chiuse, la Puglia resta isolata
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Redazione Interno
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Non basta il crollo del ponte sul Trigno a interrompere la viabilità adriatica, perché da ieri si è risvegliata la “bestia”, come la definisce il primo cittadino del luogo: la frana storica di Petacciato, nel basso Molise, una delle più estese d’Europa, si è rimessa in movimento dopo l’ondata di maltempo che ha flagellato la costa, imponendo la chiusura totale di un tratto cruciale dell’autostrada A14 e della linea ferroviaria Bari-Pescara. L’Italia, di fatto, si trova spaccata in due; le conseguenze per la mobilità nazionale sono immediate e pesantissime, con migliaia di cittadini, in gran parte pugliesi pronti a rientrare al Nord dopo le vacanze pasquali, rimasti bloccati tra stazioni ferroviarie trasformate in dormitori improvvisati e code chilometriche sull’asfalto.
L’allarme dei sensori e i binari deformati
È stato il sistema di monitoraggio, quello stesso apparato installato proprio per tenere sotto controllo questo fronte franoso complesso, a lanciare l’alert intorno a mezzogiorno di ieri; i sensori, che rilevano tanto lo spostamento del terreno quanto l’integrità della sovrastruttura, hanno subito registrato anomalie preoccupanti. La Protezione Civile e i tecnici di Rfi e Autostrade non hanno avuto altra scelta che chiudere preventivamente il tratto autostradale tra Vasto Sud e Termoli in entrambe le direzioni, e sospendere la circolazione dei treni tra Montenero e Termoli, dove i binari – spiega il geologo Nicola Sciarra, docente all’Università di Chieti-Pescara – sono stati letteralmente deformati dalla pressionza del terreno sottostante. L’asfalto della A14, dal canto suo, non è messo meglio: diverse lesioni ne hanno compromesso la carreggiata, rendendola insicura persino per un eventuale transito a corsia unica.
Un’emergenza nazionale che mette in ginocchio il rientro dalle vacanze
Per i viaggiatori diretti in Puglia o in partenza da essa, la giornata di ieri si è trasformata in un vero e proprio calvario logistico. Nella stazione di Foggia, centinaia di persone hanno atteso per ore l’arrivo di autobus sostitutivi che, a causa della paralisi generale della rete, facevano fatica a raggiungere le località di transito. Alcuni treni Alta Velocità e Intercity sono stati deviati sull’itinerario alternativo Caserta-Roma, allungando i tempi di percorrenza in modo esponenziale, mentre altri sono stati cancellati senza che fosse possibile offrire una soluzione immediata. Sull’A14, la situazione non è stata da meno: il traffico è rimasto bloccato per diversi chilometri, con i mezzi pesanti in coda e gli automobilisti costretti a uscire obbligatoriamente a Vasto Sud o a Termoli per imboccare la lenta viabilità ordinaria, già di per sé compromessa dal precedente crollo del ponte sulla Statale 16.
«Serviranno mesi», l’allarme della Protezione Civile
Le speranze di una rapida risoluzione, va detto, si scontrano con la dura realtà geologica del sito. Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile, non ha usato giri di parole al termine del Comitato operativo convocato a Roma: chi si aspetta un ripristino in cinque o sette giorni è fuori strada. Il fronte di frana si estende per circa quattro chilometri quadrati e la ferrovia ci passa letteralmente dentro; finché il movimento franoso non si stabilizzerà, hanno spiegato i tecnici, non sarà possibile nemmeno iniziare i lavori di riparazione. Si parla di settimane, se non di mesi, prima di rivedere circolare un treno o un tir sull’Adriatica in quel punto. Il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, dopo il sopralluogo con il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo, ha parlato di “priorità assoluta” alla sicurezza, confermando che alcune famiglie residenti nella zona alta dell’abitato sono state già evacuate a scopo precauzionale.
Palazzo Chigi segue l’evoluzione, ma la terra continua a muoversi
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si tiene costantemente aggiornata attraverso i ministri Matteo Salvini (Infrastrutture) e Nello Musumeci (Protezione Civile), ma Palazzo Chigi ha già messo le mani avanti: finché la frana risulterà attiva, nessun intervento di ripristino della viabilità sarà valutato. Le scuole e le università della zona resteranno chiuse, mentre gli uffici tecnici continuano a monitorare l’evoluzione del dissesto, un fenomeno rototraslazionale lento ma inesorabile che interessa l’intero versante che va dall’abitato fino alla fascia costiera. La Puglia, adagiata com’è all’estremità del tallone, si ritrova così nuovamente accerchiata dalla natura, nell’attesa che la “bestia” di Petacciato si riaddormenti.




