Garlasco, i pm di Pavia: "Reperti mai comparati con dna Sempio"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Pavia ha formalmente richiesto un incidente probatorio per approfondire le indagini sul delitto di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco nel 2007. A comunicarlo è stato il procuratore Fabio Napoleone, che ha reso noto come la pm Valentina De Stefano e l’aggiunto Stefano Civardi abbiano notificato ai legali del 37enne Andrea Sempio, indagato per il caso, la richiesta di ulteriori accertamenti. L’obiettivo è confrontare il dna di Sempio con alcuni reperti biologici della vittima che non sono mai stati analizzati o che, in passato, hanno fornito esiti dubbi. Tra questi, particolare attenzione sarà riservata ai frammenti rinvenuti sulle dita e sulle unghie di Chiara Poggi, oltre che ai para-adesivi delle impronte trovate sulla scena del crimine.

La richiesta della Procura si concentra su campioni che, nonostante il tempo trascorso, potrebbero ancora riservare sorprese. Tra i punti chiave dell’incidente probatorio c’è la possibilità di ricercare nuovo materiale genetico sui para-adesivi utilizzati per il prelievo delle impronte, nonché sugli oggetti già analizzati nei laboratori del Ris di Parma. Si tratta di elementi che, sebbene già esaminati in precedenza, non sono mai stati messi a confronto con il profilo genetico di Sempio, il cui ruolo nell’omicidio è da anni al centro di un complesso dibattito giudiziario.

Dall’altra parte, i familiari di Chiara Poggi, attraverso i loro legali, continuano a sostenere che i tabulati telefonici escluderebbero ogni responsabilità di Sempio. Secondo i Poggi, i dati relativi alle chiamate e agli spostamenti del 37enne non coinciderebbero con i tempi e i luoghi del delitto, fornendo così un alibi solido. Tuttavia, la Procura sembra voler approfondire ogni possibile risvolto, insistendo sulla necessità di analizzare quei reperti che, fino a oggi, non sono stati sottoposti a verifiche definitive.

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