Juve fuori dalla Champions: le conseguenze e il piano di emergenza
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Redazione Sport
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La possibilità che la Juventus non riesca a qualificarsi alla Champions League 2025-26 sta diventando sempre più concreta, e le ripercussioni – economiche e sportive – potrebbero essere pesanti. Dopo la sconfitta a Parma e l’inatteso successo del Bologna sull’Inter, i bianconeri sono scivolati al quinto posto, con soli due punti di vantaggio sulla sesta. Se la stagione finisse oggi, il club torinese si ritroverebbe escluso dalla massima competizione europea, con un buco nei conti stimato in almeno 65 milioni di euro, corrispondenti al gettone di partecipazione. Una somma che, in parte, potrebbe essere compensata dai circa 20 milioni garantiti dall’Europa League, ma che comunque lascerebbe un vuoto difficile da colmare.
La crisi finanziaria della Juventus, del resto, è già un dato di fatto. Nell’ultimo bilancio, chiuso a giugno 2024, il club ha registrato perdite per 199,2 milioni, aggravate dall’esclusione dalle coppe europee per irregolarità contabili. I ricavi, intanto, sono crollati del 22%, attestandosi a 395 milioni, cifra lontana dagli standard di un top club. Senza i proventi della Champions, la situazione rischierebbe di peggiorare ulteriormente, costringendo la società a ricorrere a un aumento di capitale da 100 milioni, già previsto come "paracadute" per evitare vendite obbligate.
Proprio il mercato, in questo scenario, diventerebbe un nodo cruciale. Se da un lato l’aumento di capitale proteggerebbe i gioielli più promettenti – come Kenan Yildiz, considerato intoccabile – dall’altro, la mancanza di liquidità potrebbe frenare ambiziosi colpi in entrata, tra cui i sogni Tonali e Osimhen. Inoltre, l’assenza della Champions rischierebbe di influire anche sulle scelte tecniche: la permanenza di Igor Tudor, già sotto scrutinio, apparirebbe ancora più incerta, mentre la dirigenza potrebbe essere costretta a un rimpasto per gestire la transizione.




