Sanremo 2026, Morgan rinuncia al duetto con Chiello: "La mia presenza sarebbe stata ingombrante"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A pochi giorni dal via della settantaseiesima edizione del Festival della canzone italiana, un terremoto, se così vogliamo definirlo, ha scompaginato i piani della serata dedicata alle cover, quella del 27 febbraio, che vedeva tra gli accoppiamenti più attesi quello tra Chiello, giovane rivelazione della scena rap in gara per la prima volta, e Morgan, artista dal rapporto viscerale e talvolta tormentato con il palco dell’Ariston -2. Una nota dell’ufficio stampa del cantante in gara, diramata nella tarda serata di ieri, ha infatti gelato le aspettative: Morgan non ci sarà, o meglio, non ci sarà fisicamente davanti alle telecamere. Il duetto, che avrebbe dovuto regalare al pubblico una rivisitazione del classico di Luigi Tenco Mi sono innamorato di te, si trasformerà quindi in un assolo del ventiseienne potentino, il quale sarà accompagnato, come specificato nel comunicato, dal solo pianoforte di Saverio Cigarini, musicista e arrangiatore che con il fratello Fausto ha curato la rilettura del brano -10.

Le ragioni di una scelta ponderata tra delicatezza interpretativa e timori scenici

A fugare ogni dubbio circa possibili tensioni o ripensamenti dell’ultima ora, ci ha pensato direttamente l'interessato, Marco Castoldi, che attraverso i propri canali social e in una successiva intervista all'Adnkronos ha motivato la sua rinuncia con argomentazioni che poco hanno a che fare con la polemica e molto, invece, con una riflessione sulla poetica dell’interpretazione -1. “Aver fatto le prove ha fatto emergere una cosa: la mia presenza era troppo ingombrante”, ha spiegato Morgan, “e invece di supportarlo, rischiava di togliergli lo spazio che merita un giovane in gara” -6. Il cantante, che con il brano di Tenco ammette di avere un rapporto di lunga data, ha sottolineato come certi repertori, proprio per la loro forza evocativa e il loro peso specifico nella storia della musica italiana, rischino di creare uno squilibrio in una competizione come quella sanremese, spostando l’attenzione dall’interprete in gara all’ospite. La sua, dunque, sarà una partecipazione defilata, tecnica, dietro le quinte: un contributo di consulenza musicale e di supporto emotivo al giovane collega, al quale, parole sue, intende lasciare tutta la scena perché possa esprimere la sua anima senza il peso di un confronto impari -3.

Il ritorno mancato all’Ariston dopo la bufera del 2020

La decisione, che alcuni commentatori hanno letto come un atto di estrema eleganza e sensibilità artistica, assume contorni ancora più definiti se inquadrata nella storia recente del rapporto tra Morgan e il Festival. L’ultima volta che il frontman dei Bluvertigo calcò il palco dell’Ariston fu nel 2020, in coppia con Bugo, e quella partecipazione si concluse con una squalifica epocale: un litigio in diretta, con Morgan che cambiò il testo di Sincero e Bugo che abbandonò la scena, scatenando un putiferio mediatico che riecheggia ancora oggi -9. Da allora, un silenzio lungo sei anni, fatto di esclusioni dalle gare e polemiche giudiziarie, che rendevano questo suo ritorno, seppur nelle vesti di ospite, un piccolo evento nell’evento. Molti, negli ambienti musicali, si chiedevano come avrebbe reagito il pubblico e, soprattutto, come avrebbe inciso la sua personalità sull’esibizione di un debuttante. La scelta di fare un passo indietro, in quest’ottica, potrebbe essere letta anche come il tentativo di proteggere Chiello da eventuali strascichi di quella memoria ingombrante, evitando che l’attenzione si spostasse dalla canzone alla cronaca di un passato burrascoso.

Il brano di Luigi Tenco e la necessità di una sola voce

Nel motivare la sua assenza scenica, Morgan ha più volte fatto riferimento alla natura stessa del pezzo scelto, Mi sono innamorato di te, canzone del 1962 che Luigi Tenco scrisse e incise, destinata a diventare uno degli standard più celebri e intimi della canzone d’autore italiana. "È un pezzo estremamente intimo", ha ribadito l'artista, "che ha bisogno di un’unica voce, di un’unica anima, di un solo cuore" -5. Una dichiarazione che sottintende una concezione quasi sacra dell’interpretazione, laddove la compresenza di due personalità artistiche forti, se non perfettamente amalgamate, rischia di frantumare l’incanto di un testo che vive di essenzialità. La presenza di Cigarini al pianoforte, d'altronde, assicurerà la qualità dell’esecuzione musicale, permettendo a Chiello di concentrarsi unicamente sulla resa emotiva del testo, supportato dall’arrangiamento studiato con i fratelli Cigarini ma senza il confronto visivo e vocale con un "mostro sacro" come Morgan. La scelta, seppur sorprendente e maturata alla vigilia, appare dunque figlia di una consapevolezza artistica profonda, più che di un ripensamento estemporaneo.

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