Prysmian, Berenberg taglia il rating ma alza il target: il Titolo frena a Piazza Affari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La sospirata fase di assestamento, dopo una corsa che negli ultimi due anni ha portato il titolo a guadagnare il 140%, potrebbe essere giunta per Prysmian. Il colosso dei cavi, quotato su Euronext Milan e reduce da un periodo di rivalutazione significativa grazie al suo ruolo centrale nell'elettrificazione e nello sviluppo delle infrastrutture per i data center, si è trovato al centro dell'attenzione degli investitori nella seduta del 17 febbraio. A muovere le acque, la revisione del giudizio da parte degli analisti di Berenberg, i quali, pur mantenendo un'impostazione costruttiva sul settore, hanno operato una distinzione netta tra le prospettive a lungo termine dell'azienda e il suo attuale posizionamento sui mercati.

La banca d'affari tedesca, in un report dedicato ai fornitori europei di cavi, ha di fatto ridotto la raccomandazione su Prysmian portandola a "Hold" dal precedente "Buy". Una decisione che, paradossalmente, si accompagna a una revisione al rialzo del target price, fissato ora a 92 euro per azione contro i 75 euro indicati in precedenza. Questo aggiustamento, che fotografa un potenziale rialzo inferiore rispetto alle quotazioni correnti toccate dal titolo (oltre i 99 euro), riflette la volontà di inrare dati più recenti e prospettici, come l'acquisizione di Channell e la solida performance registrata nei primi nove mesi del 2025, senza però celare una certa cautela sul futuro immediato del gruppo guidato da Massimo Battaini -6.

Il paradosso del downgrade: un leader vittima del suo successo

Il fulcro della nuova valutazione di Berenberg risiede proprio nella straordinaria performance azionaria di Prysmian, una dinamica che, agli occhi degli analisti, ha compresso gli spazi per ulteriori apprezzamenti. Il titolo, sospinto da quella che viene definita una "posizione invidiabile" all'interno dei megatrend legati all'intelligenza artificiale e alla transizione energetica, ha beneficiato di una vera e propria corsa agli acquisti. Tuttavia, questa sovraperformance ha portato le aspettative del consenso a livelli considerati ambiziosi: dal Capital Markets Day di marzo 2025, le stime sull'ebitda rettificato sono cresciute ben oltre gli stessi obiettivi dichiarati dalla società per il 2028 -1-6. È questo scollamento tra la realtà industriale, solida e fiorente, e le aspettative finanziarie, forse troppo elevate, che ha indotto gli esperti a suggerire prudenza.

Non si tratta di un giudizio negativo sul modello di business o sulla capacità di Prysmian di generare profitti. Al contrario, Berenberg riconosce che domanda e offerta nel settore dei cavi e accessori continueranno a sostenere una redditività robusta anche nel prossimo decennio, alimentate dagli investimenti governativi in Germania e, sotto la nuova amministrazione Trump, negli Stati Uniti, oltre che dalla crescita incessante della domanda di energia per i data center -2-3. Il punto, semmai, è un altro: Prysmian quota con un premio del 60% rispetto al suo diretto concorrente, la francese Nexans, e gli analisti ritengono probabile un restringimento di questo divario piuttosto che un suo ampliamento -6.

La concorrenza si avvicina e l'esposizione USA diventa un'arma a doppio taglio

Uno degli elementi chiave che emergono dall'analisi di Berenberg riguarda l'evoluzione del panorama competitivo. Se Prysmian è stata finora percepita come un'azienda di altissima qualità, un "porto sicuro" per gli investitori, i rivali non sono rimasti a guardare. Tra il 2026 e il 2028, Nexans e la danese NKT sono attese a una profonda trasformazione dei rispettivi portafogli prodotti e a un'espansione della capacità produttiva, manovre che secondo gli analisti consentiranno loro di colmare parte del gap accumulato rispetto alla leadership di Prysmian su metriche finanziarie chiave -2-4. Nexans, in particolare, è indicata come la scelta migliore (buy) per Berenberg, con un target price portato a 165 euro, grazie al nuovo management e alla prospettiva di chiarezza sul dossier "Great Sea Interconnector" -3-7.

Parallelamente, la forte esposizione di Prysmian al mercato statunitense, un fattore che ne ha trainato la performance nel 2025, viene ora vista come una potenziale fonte di volatilità nel breve termine. Le recenti incertezze legate alle politiche sui dazi sui metalli, come rame e alluminio, e gli shock sui prezzi che ne sono derivati, hanno creato turbolenze tra i clienti chiave, dimostrando come la posizione di leadership possa talvolta trasformarsi in una lama a doppio taglio quando lo scenario macroeconomico o le decisioni politiche subiscono scossoni -2-7. L'impatto di queste dinamiche, unito alla debolezza in alcuni settori come le specialità e alla ripresa più lenta del previsto nei mercati tradizionali dell'edilizia, suggerisce un profilo di rischio/rendimento che gli esperti tedeschi giudicano ora più equilibrato e meno favorevole rispetto ad altre realtà del comparto.

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