Milano, il rito del «presente» e i saluti romani chiudono il corteo per Ramelli; nella notte un uomo picchiato per aver strappato i manifesti

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Milano, 29 aprile 2026 – Sono circa duemila le persone che hanno preso parte al corteo organizzato dalla galassia neofascista in memoria di Sergio Ramelli, lo studente del Fronte della Gioventù ucciso cinquantuno anni fa da un commando di Avanguardia Operaia. La manifestazione, snodatasi tra le strade del quartiere Città Studi, si è conclusa come da tradizione in via Paladini, davanti al murale che ritrae il giovane e a pochi passi dal luogo dell’aggressione avvenuta il 13 marzo 1975. I partecipanti, scesi in strada brandendo fiaccole e tricolori, hanno aperto il corteo con lo striscione «Onore ai camerati caduti» per poi chiuderlo con la rituale chiamata del «presente», seguita dalla consueta triplice esecuzione del saluto romano.

La genesi della commemorazione e il simbolismo del gesto

Mentre le istituzioni, rappresentate dal sindaco Giuseppe Sala, deponevano corone ai giardini di via Pinturicchio (luogo questo sì ufficialmente intitolato a Ramelli), la frangia più radicale della destra ha rivendicato il monopolio di un ricordo che, anno dopo anno, si tinge inevitabilmente di sfide all’ordinamento. La sfilata, che ha visto convergere a Milano militanti di Lealtà Azione, CasaPound e altre realtà dell’ultradestra provenienti da diverse città italiane, ha inteso commemorare non solo il giovane Ramelli, ma anche Enrico Pedenovi (consigliere provinciale dell’Msi ucciso il 29 aprile 1976) e Carlo Borsani (ex ufficiale della Repubblica Sociale Italiana fucilato il 29 aprile 1945). La scelta del 29 aprile – data della morte di Ramelli in ospedale dopo quarantasette giorni di agonia – rappresenta dunque un crocevia simbolico per tre diverse “vittime” della guerra civile e postbellica.

L’aggressione nella notte: pestaggio per i manifesti staccati

Alla vigilia del corteo, però, le cronache cittadine hanno registrato un episodio di violenza che ha gettato un’ombra ancora più cupa sulla ricorrenza. Un uomo di trentatré anni, incensurato, è stato aggredito in via Aselli (a due passi da piazzale Gorini, punto di ritrovo della manifestazione) da un gruppo di individui scesi da un’automobile. La vittima, secondo quanto riferito dai carabinieri che hanno avviato le indagini, si trovava nella zona per rimuovere alcuni manifesti che annunciavano proprio il corteo in programma per l’indomani. Un gesto che gli è costato caro: circondato e colpito con calci, pugni e colpi di casco, è stato lasciato a terra prima che i sanitari del 118 lo trasportassero in codice verde presso l’istituto clinico Città Studi; le sue ferite hanno interessato prevalentemente un sopracciglio e il labbro superiore.

Reazioni politiche e il dibattito sulla provacatio

La dinamica del pestaggio ha innescato un immediato dibattito tra gli schieramenti, con inevitabili cortocircuiti interpretativi. Se da un lato il Partito Democratico milanese ha definito l’aggressione come un episodio “grave e inaccettabile”, chiedendo una condanna unanime senza tentennamenti dall’altra parte, il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato ha offerto una lettura dissonante. Inizialmente, l’esponente di maggioranza ha infatti dichiarato che il trentatreenne «è stato picchiato perché ha voluto andarsele a prendere», aggiungendo come sia “grave” che un cittadino strappi manifesti proprio nel giorno dell’anniversario dell’omicidio. Poche ore dopo, De Corato ha fatto un passo indietro, precisando di «condannare senza se e senza ma l’uso della violenza», sebbene la bordata polemica fosse ormai parte del discorso pubblico. Alla cerimonia ufficiale, intanto, il sindaco Sala ha ribadito la sua posizione morale, definendo “inaccettabile” il saluto romano, quando invece la giustizia italiana, in più occasioni e con sentenze recenti, ha talvolta assolto comportamenti analoghi rilevando in essi una “valenza di omaggio” piuttosto che la volontà di ricostituire il partito fascista.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.